INTERVISTE- Ustica completa la «IV Rassegna del Mare Sebastiano Tusa» tra archeologia terrestre e subacquea, tutela del Mediterraneo,  innovazione tecnologica, rigore scientifico e cittadinanza attiva

Si è conclusa a Ustica, dopo la tappa di Pantelleria, la IV Rassegna del Mare 2026 Sebastiano Tusa, Promossa dalla Fondazione Sebastiano Tusa, in collaborazione con l’Assessorato Beni Culturali e Identità Siciliana, l’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, il Comune di Ustica, la Città Metropolitana di Palermo, l’Area Marina protetta Isola di Ustica, il Parco Archeologico Himera, Solunto, Monte Iato, l’Università di Palermo e la Lega Navale Italiana di Palermo.  «Fondazione», archeologi, studiosi e Istituzioni, hanno rinnovato, tra dibattiti e visite guidate, il confronto aperto per salvaguardare e promuovere il patrimonio culturale, archeologico e ambientale dell’isola. Al centro delle tavole rotonde, la Carta di Ustica, sottoscritta nel 2024, dati scientifici, riflessioni gestionali, testimonianze dirette e la sfida di trasformare la tutela e la fruizione dei siti archeologici, di terra e sommersi, e il patrimonio culturale e ambientale in un’opportunità di sviluppo inclusivo e di consapevolezza ecologica. Ad aprire venerdì la Rassegna, la tavola rotonda  «Conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeologico e nuove tecnologie». A confrontarsi Fabio Bruno dell’Università della Calabria, Franco Foresta Martin, direttore del Museo di Scienze della Terra di Ustica, l’archeologa Francesca Spatafora, Domenico Targia, direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato e Valeria Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa.
A lanciare da Ustica l’appello per una legge sui Beni culturali, richiamando l’attenzione sulla necessità di un modello gestionale moderno e sostenibile, il direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato – che comprende anche il sito di Ustica – Domenico Targia: «Un parco archeologico è una struttura complessa. Un solo archeologo non può gestire tutte le dinamiche amministrative e il rapporto con la comunità: occorrono competenze manageriali, risorse umane e un’adeguata copertura finanziaria. Da qui deve partire la richiesta alle istituzioni di rivedere l’assetto delle professioni nei beni culturali».
Spazio anche all’analisi dell’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali e all’ambiente per condividere le scoperte con il pubblico più ampio possibile, nella consapevolezza che non si può prescindere da una solida base scientifica multidisciplinare. Tra le proposte quella dell’archeologa Francesca Spatafora di creare aree demaniali tutelate ampie attorno ai siti storici — come già fatto a Ustica e a Monte Iato — per preservarne l’integrità ambientale e paesaggistica nel tempo. A concludere nella serata di ieri la Rassegna del Mare, che prevedeva anche la Regata delle Aree Marine Protette Palermo-Ustica e le attività veliche, annullate per il maltempo, è stata la tavola rotonda «Nuove frontiere per la conoscenza e la tutela del Mediterraneo», con gli interventi di Fabio Bruno, dell’Università della Calabria e di Franco Palla, dell’Università degli Studi di Palermo.
«La tappa di Ustica – dice Valerisa Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa – chiude il ciclo intenso della IV Edizione della Rassegna, un viaggio straordinario che, partito dalle rotte di Pantelleria, ha trovato qui il suo punto di arrivo e di nuova ripartenza. Due isole simbolo, legate indissolubilmente dalla visione di Sebastiano Tusa, che ha sempre considerato il Mediterraneo non come un confine, ma come un ponte vivo tra culture e storie sommerse. Dopo la firma della Carta di Pantelleria, con cui abbiamo tracciato una nuova rotta per la tutela ambientale e la sostenibilità, Ustica, dove la Carta è già stata sottoscritta, ha accolto, ancora una volta, il nostro messaggio rinnovando quell’unione profonda tra archeologia subacquea, ricerca e valorizzazione dell’eredità culturale.
La straordinaria partecipazione della comunità e delle istituzioni, presenti il sindaco di Ustica Salvatore Militello, il sindaco di Lipari Riccardo Gullo e il sindaco di Santa Marina Salina Domenico Arabia, dimostra che la rotta tracciata da Sebastiano Tusa è più che mai viva. Il nostro impegno con la Fondazione prosegue, perché custodire il mare e creare una rete delle isole minori della Sicilia, per condividere buone pratiche, significa proteggere la nostra identità e consegnare alle future generazioni un patrimonio senza tempo».

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