Il 18 settembre la sentenza del Maxiprocesso Nebrodi II, Antoci: “Sarò in aula ad incrociare i loro sguardi”

Il 18 settembre la sentenza del Maxiprocesso Nebrodi II, Antoci: “Sarò in aula ad incrociare i loro sguardi”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Dopo il Maxiprocesso Nebrodi I, conclusosi in Cassazione con 50 condanne, è adesso l’ora di Nebrodi II, la seconda vasta inchiesta antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina contro le truffe milionarie sui fondi agricoli dell’Unione Europea. L’operazione, scattata a inizio 2024, a quattro anni dal primo e storico blitz del gennaio 2020 (Operazione Nebrodi), colpisce le ramificazioni storiche dei clan mafiosi che sottraevano indebitamente milioni di euro di contributi comunitari destinati all’agricoltura e ai terreni pascolivi.

Il Maxiprocesso Nebrodi 2, per il quale l’accusa ha chiesto condanne per quasi 500 anni, vede alla sbarra altri 54 imputati ai quali vengono contestati i reati di associazione di stampo mafioso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, estorsione e traffico di stupefacenti e rappresenta la continuazione dell’impegno della DDA di Messina contro le truffe sui fondi agricoli europei combattuti e denunciati dall’allora Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci – oggi Parlamentare Europeo – che ha costruito un apposito strumento normativo, diventato legge delle Stato fra i tre cardini del Nuovo Codice Antimafia.

Per questo impegno Antoci e la sua famiglia vivono da 13 anni un pesantissimo regime di protezione, oltre che nel 2016 Antoci – allora Presidente del Parco dei Nebrodi – subì un gravissimo attentato mafioso dal quale è rimasto illeso grazie all’intervento degli uomini di scorta della Polizia di Stato che, dopo un violento conflitto a fuoco, gli salvarono la vita. Come per la lettura della sentenza di Nebrodi I anche per Nebrodi II Antoci sarà presente in aula e per questo sono state attivate le massime misure di sicurezza.

“Ho dedicato 13 anni della mia vita a combattere contro una vicenda paradossale – dichiara Antoci – che consentiva a importanti famiglie mafiose e truffatori di incassare milioni di euro di Fondi Europei per l’Agricoltura togliendole ad agricoltori e allevatori onesti che spesso venivano anche minacciati. E questo accadeva sia in Sicilia che nel resto d’Italia”.

“La prima vittoria, attraverso Nebrodi I, è stata accalorata anche in Cassazione e adesso – conclude Antoci – è il tempo di Nebrodi II ed io, così come quel 1° novembre del 2022, sarò ancora una volta in Aula ad ascoltare il dispositivo del Tribunale e a guardarli negli occhi ricordando loro che lo Stato vince sempre e, soprattutto, che non mi hanno fermato“.

-Foto ufficio stampa Giuseppe Antoci-
(ITALPRESS).

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