domenica 20 Settembre 2026

Ritorno di Enologia a Marsala, il “pacco” passa da Grillo a Patti: Turano si accomodi, qui c’è da fare il miracolo

La sindaca Andreana Patti in una recente nota stampa, all’indomani della riunione palermitana dove si concretizza la nascita della Facoltà di Medicina presso il Polo Universitario di Trapani, si è vestita da paladina per il ritorno della Facoltà di Enologia a Marsala, pronta a battersi per la dignità ferita della città. Ma dietro i proclami della neo sindaca Patti, la realtà dei fatti impone cautela e un po’ di memoria istituzionale. Perché se è vero che la complessa vicenda del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia ha bisogno di una svolta, è altrettanto vero che il passato politico della prima cittadina, a lungo assessore di spicco nella giunta trapanese di Giacomo Tranchida, proprio quel capoluogo che ha beneficiato dello “scippo” universitario, rende inevitabilmente scettici sulla reale portata di questa battaglia.
Per anni  Marsala ha custodito la Facoltà di Enologia presso l’istituto “Abele Damiani”, ma  nel 2023 la sede universitaria è stata spazzata  via per far posto all’ITET “Garibaldi”, offrendo all’Università di Palermo l’assist perfetto per trasferire i corsi a Trapani. Nel mezzo, l’ex sindaco Massimo Grillo aveva provato a tracciare una rotta alternativa, firmando un accordo formale con il rettore Massimo Midiri per destinare la facoltà di Enologia allo storico Palazzo Antonietta Genna-Spanò (IPAB). Un tentativo importante sulla carta, ma che si è purtroppo arenato tra ritardi burocratici, scarse coperture finanziarie immediate e l’impossibilità di trasformare i protocolli d’intesa in cantieri concreti.
Sul versante regionale, d’altronde, il vero snodo della questione resta legato all’assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione professionale  Mimmo Turano. Da un lato, va riconosciuto che di fronte all’emergenza e all’assenza di spazi subito disponibili a Marsala, l’assessore regionale non ha potuto fare altrimenti che prendere atto della situazione, accompagnando il trasferimento verso il Polo universitario di Trapani e presenziando anche all’inaugurazione della nuova sede nell’ex immobile Principe di Napoli. D’altra parte, è lo stesso assessore Turano che ha dimostrato una notevole efficacia amministrativa proprio sul territorio marsalese, come testimonia il pregevole recupero e salvataggio dello storico Convitto Audiofonolesi.  Un’abilità di governo che dimostra come, quando l’assessorato interviene con decisione, le strutture si salvano e le risorse si trovano. Il nodo cruciale risiede proprio qui.  L’assessore Turano  ha giustamente evidenziato l’assenza di locali idonei, senza però attivare al contempo quei canali di finanziamento specifici che avrebbero potuto concretizzare l’accordo con Midiri e trasformare l’IPAB Genna-Spanò in un campus universitario vero e proprio.
Ecco perché oggi la questione non dipende dalle ennesime promesse della politica locale, ma dall’impulso che vorrà imprimere la Regione. Avendo in mano gli strumenti di governo e i canali per l’edilizia universitaria, l’apporto dell’assessore Turano è fondamentale per sbloccare l’empasse. Se da Palermo arriverà la volontà di guardare al futuro della provincia di Trapani  nel suo insieme, la strada per riaprire i giochi a Marsala non è preclusa: servono atti formali, una spinta sui decreti di finanziamento e una collaborazione leale tra Enti per cantierizzare finalmente l’IPAB Genna-Spanò o altra struttura ritenuta idonea.
Senza un’azione coordinata e senza il contributo determinante della Regione, la città di Marsala che ha legato la sua identità al vino fin dal 1773 rischia di veder sfumare un presidio formativo fondamentale, mentre il dibattito si consuma tra etichette di palazzo e proclami a scadenza.

La palla passa inevitabilmente alla sindaca Patti, con il suo retroterra politico legato all’amministrazione Tranchida a Trapani, e la domanda fondamentale che ogni cittadino  dovrebbe porsi è se esista oggi la reale, concreta volontà politica di invertire radicalmente la rotta o se ci si trovi invece di fronte al solito tergiversa istituzionale. A oggi, la risposta non può che imporre la massima cautela, poiché la politica fatta di sole buone intenzioni non sposta e non sposterà mai di un solo millimetro un corso universitario senza l’adozione di atti formali e definitivi da parte dell’Università di Palermo, senza la reale cantierizzazione e il completamento di una sede idonea e senza finalmente superare le forti resistenze del Polo trapanese e i pesanti condizionamenti degli equilibri politici regionali.
Ed è esattamente su questo delicatissimo piano che si misurerà la vera svolta epocale: non bastano infatti i proclami della nuova amministrazione Patti, ma occorre adesso un deciso impegno istituzionale e amministrativo da parte dell’assessore regionale Mimmo Turano, chiamato responsabilmente a mettere in campo quella stessa straordinaria efficacia operativa già ampiamente dimostrata per altre fortunate realtà della provincia di Trapani e non solo. Se Palermo e l’assessorato vogliono finalmente dimostrare nei fatti di non voler penalizzare il territorio marsalese servono con urgenza atti amministrativi tangibili, decreti di finanziamento mirati e risorse economiche reali ed esigibili, capaci concretamente di sbloccare, mettere a norma e  cantierizzare la prestigiosa struttura dell’IPAB Genna-Spanò o altro immobile marsalese.
Se la sindaca Patti intende davvero segnare una vera discontinuità con il passato e se lo stesso assessore Turano intende dimostrare pubblicamente che il suo agire istituzionale sa volare alto e sa andare ben oltre i vecchi attriti politici consumati con Grillo, facciano finalmente seguire alle sterili parole e ai microfoni della retorica i fatti concreti. Ponendo fine alle insistenti  voci di corridoio, che vedrebbero il rischio concreto di un trasferimento definitivo dell’intero corso di laurea in Enologia a Palermo.

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