giovedì 24 Settembre 2026

INTERVISTE- Il Luglio Musicale Trapanese scommette sul contemporaneo: quattro opere nuove e quattro concerti

La musica che custodisce la memoria e quella che cerca parole nuove. Il grande repertorio e la sperimentazione. Un teatro che guarda alla propria storia e prova, nello stesso tempo, a conquistare le generazioni più giovani. È lungo questo filo che il Luglio Musicale Trapanese completa la 78ª stagione, “Verbi d’Amore”, con il cartellone autunno-inverno presentato stamattina nella sede dell’Ente: otto appuntamenti, quattro opere da camera contemporanee al Teatro Tonino Pardo e quattro concerti nella Sala Grande del Complesso San Domenico. La stagione arriva al chiuso dopo un’estate di grande partecipazione, con una media di oltre 700 biglietti per ogni replica delle tre opere. «Il Chiostro è stato quasi sempre sold out. Questo dimostra la voglia di Trapani di avere più cultura musicale e di assistere a spettacoli di qualità», ha detto il consigliere delegato Filippo De Vincenzi, che dai numeri è passato al riconoscimento di chi il teatro lo costruisce dietro le quinte: «Non si può fare teatro in un certo modo se non ci sono le persone che lavorano, dalle maestranze ai tecnici, dalla produzione alla comunicazione». Il Requiem che aveva aperto la stagione tornerà il 31 ottobre a Milano, diretto da Mirco Reina, dopo il successo della produzione realizzata con MaMu – Magazzino Musica. Intanto si ragiona sugli spazi: il Tonino Pardo conta circa 350 posti e l’obiettivo per il 2027 è arrivare a 500 con l’apertura della galleria. Di qui l’appello alla città: «Chiedo ai cittadini e agli imprenditori di avere fiducia in questo Ente e di sostenerlo. C’è l’Art Bonus e ci sono tante possibilità per dare un contributo a chi lavora per la cultura». Per l’assessora alla Cultura Rosalia d’Alì, presente anche in rappresentanza del sindaco Giacomo Tranchida, «il dato evidente di questi primi mesi della 78ª stagione è il gradimento del pubblico». Rivendicando l’impegno del Comune e una programmazione capace di tenere insieme classicità e contemporaneità, l’assessora ha rilanciato: «La cultura va sostenuta. Non può essere soltanto qualcosa che pretendiamo ci venga dato. Partecipare a uno spettacolo, acquistare un abbonamento: anche con piccoli gesti si può dare una mano alla cultura della nostra città». Il direttore artistico Walter Roccaro ha indicato la chiave dei “Verbi d’Amore”, l’amore non soltanto nella sua dimensione romantica ma come partecipazione e relazione: «Fare musica e garantire il messaggio che essa porta, dal punto di vista intellettuale, concettuale ed emozionale, è una missione sociale». E ha difeso la scelta dei nuovi linguaggi: «Siamo abituati a pensare ai compositori come esseri quasi mitologici appartenenti al passato, ma la musica viene fatta anche oggi. Ci sono artisti che pensano, inventano e si esprimono. Nel passaggio tra tradizione e innovazione c’è il cuore del nostro lavoro». Il debutto è affidato a Magic Words Circus, in prima assoluta il 26 settembre, un circo dove al posto di animali e acrobati entrano in scena poesia, retorica, anagrammi e giochi linguistici. «La nostra lingua è profondamente ricca ed è molto musicale. L’italiano, anche nelle sue accezioni dialettali o gergali, ha la capacità di diventare esso stesso musica», ha spiegato il compositore e direttore Orazio Sciortino, che dell’opera sottolinea il carattere giocoso e brillante: «Perché i personaggi di un’opera non possono diventare parole? E perché le figure retoriche non possono diventare personaggi immaginari?». Il regista Alessio Pizzech ha legato lo spettacolo al presente: «In un momento in cui sentiamo un linguaggio di morte, violenza e dolore, è interessante recuperare la forza salvifica delle parole e la loro capacità di costruire relazioni e legami». E ha individuato nei ragazzi il destinatario ideale: «Dobbiamo riappropriarci della nostra capacità di giocare: il gioco come scoperta, come trasformazione, come possibilità di aprire i nostri orizzonti culturali». Il ciclo “Cuore Contemporaneo” prosegue il 17 ottobre con Ghost Café di Carlo Galante e il 31 ottobre, a Trapani, con la serata che accosta L’opera (forse) di Francesco Filidei a Infinito nero di Salvatore Sciarrino. Chiude il 28 novembre Fuori fuoco, su libretto di Mariza D’Anna, viaggio nella memoria e nelle trasformazioni di Trapani. Ognuna delle quattro produzioni avrà tre momenti di rappresentazione: una matinée riservata agli istituti scolastici, la prova generale aperta al pubblico e la recita principale in cartellone, per costruire il pubblico di domani. “Incanto d’Inverno”, nella Sala Grande, porta il 15 novembre Michele Campanella e Monica Leone al pianoforte a quattro mani con Schubert e il 22 novembre Bruno Canino tra Mendelssohn-Bartholdy, Brahms e Schubert. Il 20 dicembre è la volta del Concerto di Natale, mentre il 30 dicembre il Concerto di Capodanno, con Mirco Reina sul podio, accompagnerà Trapani verso il nuovo anno. Gli abbonamenti costano 40 euro per “Cuore Contemporaneo” e 36 euro per “Incanto d’Inverno”. Otto appuntamenti e un’unica idea di fondo: fare del teatro non soltanto un luogo dove assistere a uno spettacolo, ma uno spazio nel quale una città possa riconoscersi, ricordare ciò che è stata e interrogarsi su ciò che vuole diventare.

La 78ª Stagione è organizzata dall’Ente Luglio Musicale Trapanese con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Trapani. La direzione artistica è di Walter Roccaro, il consigliere delegato è Filippo De Vincenzi, il presidente è Giacomo Tranchida, sindaco della città di Trapani.

 

 

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