giovedì 15 Gennaio 2026

Dal laboratorio al mercato, all’Università di Palermo il primo Investor Day

Dal laboratorio al mercato, all’Università di Palermo il primo Investor Day

PALERMO (ITALPRESS) – Dalla ricerca accademica al sistema produttivo, con un obiettivo chiaro: trasformare conoscenza scientifica in valore economico, sociale e ambientale. È questo il messaggio centrale emerso dal primo Investor Day dell’Università di Palermo, che si è svolto oggi nella Sala delle Capriate del Complesso Monumentale dello Steri, e che ha visto la presentazione di otto iniziative imprenditoriali science-based ad alto impatto tecnologico e ambientale. L’evento ha rappresentato il momento conclusivo del Programma di Venture Building Biodiversity Gateway, iniziativa strategica di trasferimento tecnologico e valorizzazione della ricerca accademica, realizzata con il supporto di VeniSIA, spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’ambito del progetto PNRR del National Biodiversity Future Center (NBFC).

I progetti presentati nascono all’interno di diversi Dipartimenti dell’Ateneo – dalle Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali alle Scienze Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, dalle Scienze della Terra e del Mare all’Ingegneria – con il coinvolgimento anche del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Le soluzioni spaziano dai biofertilizzanti di nuova generazione alle tecnologie per la tutela dei beni culturali, dai sistemi di acquacoltura sostenibile ai film agricoli biodegradabili, fino a piattaforme digitali per il fotovoltaico e plasticizzanti bio-based. A guidare e raccontare il senso profondo dell’iniziativa è stato soprattutto Enzo Bivona, coordinatore scientifico del progetto di Trasferimento Tecnologico del Biodiversity Gateway UniPa, che ha sottolineato il valore simbolico e operativo della giornata. “Oggi è una bella giornata da tanti punti di vista – ha spiegato – non soltanto per il clima esterno, ma perché per la prima volta organizziamo un Investor Day. Abbiamo seguito gruppi di ricerca che hanno elaborato dei pitch da presentare agli investitori: questo è il risultato di un percorso di venture building iniziato lo scorso luglio e che idealmente si conclude oggi”. Un traguardo che, per Bivona, non rappresenta però un punto di arrivo. “Questo non è un punto finale, semmai un punto di partenza, perché abbiamo aiutato questi ricercatori a trasferire le loro conoscenze verso il mercato. Le progettualità di ricerca sono state articolate attraverso strumenti – il pitch, il piano strategico – che consentono a un investitore di comprendere come la ricerca universitaria possa creare un impatto sulla società”. Significativa anche la risposta del mondo produttivo e finanziario. “Oggi vediamo una dozzina di venture capital presenti, tra cui spicca certamente Cassa Depositi e Prestiti, insieme a Sicindustria e ad altre aziende che guardano con grande favore a questa iniziativa”, ha aggiunto Bivona, evidenziando come il percorso favorisca l’uscita del ricercatore dal laboratorio per entrare nel sistema produttivo. “Per fare questa operazione – ha concluso – servono imprese, investitori e istituzioni. Anche la Regione ha mostrato un forte interesse: stiamo contribuendo a creare un ecosistema capace di generare iniziative produttive e di trattenere i nostri giovani sul territorio”.

Sul valore metodologico del Venture Building si è soffermato Carlo Bagnoli, coordinatore scientifico del progetto per VeniSIA. “Venture Building significa creare nuove imprese da zero, non accelerare imprese esistenti”, ha chiarito. “L’obiettivo critico per l’Italia è accedere alla ricerca di altissima qualità delle università e dei centri di ricerca e valorizzarla. Una strada è il licensing, ma oggi la via maestra è la creazione di nuove imprese”. Un percorso che richiede anche un cambiamento culturale: “Bisogna aiutare ricercatori e docenti a cambiare mindset, a capire che il paper finale non è l’unico risultato possibile, ma che da lì possono nascere imprese capaci di creare valore, occupazione e prosperità, per il Paese e per la Sicilia in particolare”.

A ribadire l’importanza della ricerca applicata è stato Andrea Pace, prorettore alla Ricerca dell’Università di Palermo. “È fondamentale quando si vuole trasformare la conoscenza in qualcosa che produce economia e valore, soprattutto per il capitale umano che UniPa forma”, ha sottolineato. “Iniziative come questa permettono ai giovani ricercatori di incontrare imprese e investitori che vedono prospettive di medio-lungo termine, andando oltre ciò che spesso dal laboratorio non si riesce a cogliere”. Un valore aggiunto che, secondo Pace, “stimola la creatività e apre percorsi professionali alternativi alla sola carriera accademica, creando una nuova realtà”.

In videocollegamento è intervenuto anche il rettore Massimo Midiri, che ha definito la giornata “certamente importante per il nostro Ateneo”. “Oggi vediamo la conclusione di un processo di selezione di proposte progettuali nate dai nostri docenti e ricercatori, che finalmente si presentano al mercato”, ha affermato. Un risultato coerente con una strategia perseguita negli ultimi anni: “Far sì che la ricerca non rimanga chiusa nei laboratori, ma diventi un elemento di miglioramento per la società”. Midiri ha espresso l’auspicio che l’esperienza possa diventare un modello estendibile, “capace di vedere sempre di più il nostro Ateneo protagonista anche in chiave finanziaria”, e ha concluso parlando di “un nuovo percorso, uno step di crescita per la Sicilia e per la nostra comunità”. L’Investor Day si è così confermato non solo come vetrina di progetti ad alto contenuto innovativo, ma come tassello concreto nella costruzione di un ecosistema in cui università, imprese e investitori collaborano per portare la ricerca fuori dai laboratori e accompagnarla verso il mercato.

– foto xd6/Italpress –

(ITALPRESS).

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