
PALERMO (ITALPRESS) – “Quando avremo vinto il referendum saremo pronti ad aprire un tavolo di confronto, se questo verrà accettato, con opposizione, magistratura e avvocatura per le leggi di attuazione: questo finora non è avvenuto perché quando abbiamo detto che volevamo la riforma l’Anm ha subito risposto con uno sciopero e la politica era pronta al dialogo solo in caso di ritiro della riforma”. A dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante l’evento ‘Referendum giustizia. Separazione delle carriere’, organizzato dalla Fondazione Lauro Chiazzese a Villa Igiea a Palermo. “Non è vero che impediremo di ricorrere per Cassazione contro le decisioni dell’alta Corte: se passerà il sì il nuovo Csm verrà composto secondo i criteri della nuova riforma, in caso contrario ci adegueremo alla volontà popolare senza che questo abbia alcun effetto sul governo”, aggiunge Nordio.
“In Italia si è cercato mille volte di cambiare la legge elettorale e la magistratura ha sempre scioperato: che esistano le correnti è un luogo comune, che il Csm stia all’Anm come il parlamento ai partiti è più che noto. La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da qualsiasi altro potere – continua Nordio -. Sono stanco di sentire dire che un giorno questa cosa potrebbe cambiare, è un processo alle intenzioni su cui non posso dare prove contrarie. Meno che mai voglio umiliare la magistratura, anzi mi sento onorato di esserne parte: il problema è che oggi per raggiungere incarichi apicali serve un aggancio correntizio”.
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