«In Sicilia è in corso la costruzione della prima fabbrica al mondo nella quale verrà realizzato l’intero processo di produzione di semiconduttori a carburo di silicio. Si tratta di un’iniziativa di grande impatto economico e occupazionale, avviata grazie al ruolo determinante del governo Schifani, che vi ha contributo con lo stanziamento di 300 milioni a valere sui fondi Step». Lo hanno dichiarato congiuntamente gli assessori regionali all’Economia Alessandro Dagnino e alle Attività produttive Edy Tamajo, che oggi hanno visitato il cantiere del nuovo impianto della STMicroelectronics nello stabilimento etneo.
La visita ha consentito di incontrare i vertici dell’azienda, Giuseppe Notarnicola, presidente di Stm Italia, Renato Martire, vicepresidente e responsabile degli affari istituzionali, e Francesco Minerva, direttore del sito di Catania, per fare un punto sugli investimenti in corso. L’impresa in Sicilia occupa al momento 5.459 lavoratori, di cui il 42 per cento laureati. Stm, multinazionale presente in Sicilia da oltre sessant’anni, ha scelto l’Isola per realizzare un nuovo stabilimento, il “Sic Campus”, destinato alla produzione di dispositivi di potenza in carburo di silicio da 200 millimetri, semiconduttori fondamentali per applicazioni avanzate nella mobilità elettrica, nelle energie rinnovabili e nei sistemi elettronici ad alta efficienza.
«Il governo Schifani – hanno aggiunto Tamajo e Dagnino – ha voluto fortemente questo investimento, perché crediamo che la crescita del territorio passi dalla capacità di attrarre grandi progetti industriali e di rafforzare le filiere tecnologiche strategiche. Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare la presenza di STMicroelectronics in Sicilia e per rendere il nostro territorio attrattivo per grandi investimenti capaci di generare nuove opportunità di sviluppo nel settore dell’alta tecnologia».
L’iniziativa nasce da un accordo tra la Regione Siciliana, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia e STMicroelectronics nell’ambito di un contratto di sviluppo finalizzato all’ampliamento della capacità produttiva del sito industriale.
Il nuovo impianto consentirà di aumentare la produzione fino a 15 mila “fette” da 200 millimetri a settimana e di coprire tutte le fasi del processo produttivo, dal materiale in polvere fino ai dispositivi finiti. Grazie a questo progetto STMicroelectronics diventerà l’unico produttore in Europa in grado di coprire l’intera filiera integrata del carburo di silicio e l’unico al mondo a realizzare tutte le fasi produttive nello stesso sito industriale.
«Le ricadute per il territorio saranno molto significative – hanno sottolineato gli assessori – sia in termini di occupazione sia per lo sviluppo della filiera locale. Questo progetto coinvolgerà numerose imprese del territorio e contribuirà a rafforzare il sistema produttivo siciliano, creando nuove opportunità soprattutto per i giovani e per le professionalità altamente qualificate».
L’investimento complessivo ammonta a 5,06 miliardi di euro: 3,104 miliardi sono finanziati direttamente da STMicroelectronics, 1,763 miliardi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e 300 milioni di euro dalla Regione Siciliana attraverso una quota delle risorse della piattaforma europea Step (Strategic Technologies for Europe Platform) nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027.
Il progetto rientra tra gli Ipcei – Importanti progetti di comune interesse europeo – iniziative strategiche sostenute dall’Unione europea per promuovere innovazione e competitività in settori tecnologici chiave come microelettronica, batterie, idrogeno, cloud e intelligenza artificiale.
Secondo le stime, l’investimento genererà importanti ricadute economiche e occupazionali: sono previste 7.757 unità lavorative annue sull’Isola e 2.966 nuove assunzioni nella regione, di cui 1.000 già realizzate, con un valore aggiunto stimato per il territorio pari a circa 895 milioni di euro.






