Dal 15 al 22 marzo, Salemi torna a celebrare la sua ricorrenza più identitaria: la Festa di San Giuseppe, un evento che quest’anno si presenta sotto l’eloquente titolo di “Contemporanea Tradizione”. Per un’intera settimana, uno dei “Borghi più belli d’Italia” si spoglia della sua veste quotidiana per trasformarsi in un palcoscenico di devozione corale. I pani votivi, vere e proprie sculture di farina e acqua, ricoprono le strutture lignee degli altari, creando dei mosaici bianchi, che lasciano senza fiato per la complessità dell’esecuzione. A Salemi, come sottolinea il sindaco Vito Scalisi (clicca qui per l’intervista), si celebra il rito delle “Cene di San Giuseppe” con la preparazione di ben 101 pietanze: dai cardi ai finocchietti selvatici, fino alla pasta con la mollica dolce, escludendo rigorosamente la carne, nel rispetto del precetto quaresimale.
L’edizione di quest’anno punta a coniugare l’antico rito con la modernità. Oltre ai laboratori del pane votivo presso il Chiostro di Sant’Agostino, il programma prevede: mostre internazionali, che dialogano con la storia locale; musica e performance tra i vicoli del borgo; i mercatini dell’artigianato per valorizzare le eccellenze del territorio.
INTERVISTA- Salemi, dove il pane si fa preghiera: domani l’incanto della Festa di San Giuseppe
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