sabato 25 Aprile 2026

Caso Trapani Shark, diffida alla FIP: “L’esclusione sarebbe un errore tecnico”. Richiesto il reintegro in Serie A

Un presunto vizio di forma potrebbe rimettere in discussione il roster della prossima stagione cestistica. La Direzione Legale della Trapani Shark SSD a RL ha notificato ieri alla Federazione Italiana Pallacanestro un atto di costituzione in mora volto a contestare la legittimità del provvedimento di esclusione dal massimo campionato. Secondo la tesi sostenuta dai legali del club, la FIP avrebbe basato la sanzione su una lettura errata delle pendenze fiscali, scambiando il mancato versamento dell’IVA con inadempienze su IRPEF e contributi: una circostanza che, se accertata, potrebbe esporre la Federazione a ingenti richieste di risarcimento.
Il perno della diffida inviata dal presidente Valerio Antonini al presidente Gianni Petrucci e alla Procura Federale risiede in un estratto analitico dell’Agenzia della Riscossione. Stando a quanto riportato dalla Società, il debito contestato (superiore ai 600.000 euro) risulterebbe composto esclusivamente da IVA, sanzioni e interessi.
La difesa della Trapani Shark sostiene che, in base ai regolamenti vigenti, l’esclusione dal campionato scatterebbe solo per omessi versamenti relativi ai dipendenti (IRPEF e contributi INPS). L’IVA, in quanto tributo erariale di natura differente, non rappresenterebbe secondo il Club un titolo valido per l’esclusione sportiva. Nella nota, la Società lamenta quella che definisce una “forzatura” delle normative federali, ritenendo il provvedimento privo di fondamento giuridico.
Al fine di evitare un lungo e oneroso contenzioso presso il TAR del Lazio e la Giustizia Ordinaria, la Società ha formalizzato la richiesta di un tavolo di confronto urgente, da costituirsi entro 48 ore, per valutare un accordo extragiudiziale, che preveda il reintegro del titolo sportivo e il ristoro dei danni lamentati. In difetto di riscontro, il club ha preannunciato l’intenzione di coinvolgere il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, tramite la consegna di un memorandum dettagliato sulla vicenda.
In assenza di una conciliazione, la battaglia legale sembra destinata a proseguire con azioni che, secondo quanto ventilato dalla società, potrebbero interessare anche i singoli esponenti del Consiglio Federale in sede di responsabilità personale. Al momento, la Federazione Italiana Pallacanestro non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla diffida, restando ferma sulla validità dei provvedimenti già adottati in fase di iscrizione. Resta ora da attendere l’evoluzione del confronto in un clima di attesa che agita l’estate del basket italiano.

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