La candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera nell’ambito del programma MAB UNESCO sta entrando in una fase decisiva. Recentemente, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ribadito l’importanza di un processo partecipativo che veda il pieno coinvolgimento degli stakeholder territoriali, ponendo particolare enfasi sul ruolo dell’*Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, presieduta da Anna Lisa Tardino.
Il Ministero ha ufficialmente riconosciuto che il sistema portuale di Trapani — parte integrante della rete gestita dall’Autorità di Sistema Portuale — costituisce una componente fondamentale del contesto territoriale. Non si tratta solo di una questione logistica, ma di un asset che racchiude in sé dimensioni economiche, infrastrutturali e occupazionali di primaria importanza per l’intera area. Le osservazioni portate avanti sotto la guida della presidenza Tardino sono state accolte dal Ministero come elementi indispensabili per il proseguimento dell’iter istruttorio.
Uno dei timori spesso associati ai riconoscimenti UNESCO è l’introduzione di nuovi vincoli stringenti. Il Ministero ha tuttavia voluto rassicurare gli operatori: il programma MAB UNESCO non sostituisce né modifica le procedure di pianificazione e autorizzazione vigenti per le attività portuali e infrastrutturali.
Al contrario, la visione ministeriale suggerisce che le attività portuali siano, in linea generale, compatibili con gli obiettivi MAB, specialmente se inserite in quelle che il programma definisce “transition areas”. Queste zone sono pensate proprio per favorire pratiche di sviluppo economico e umano sostenibili, in un equilibrio che l’Autorità di Sistema Portuale, attraverso un confronto strutturato, intende tutelare attivamente.
Il MASE ha esplicitamente richiesto che il comitato promotore della candidatura garantisca momenti di confronto specifici con l’Autorità di Sistema Portuale, le autorità marittime e gli operatori del settore.






