venerdì 22 Maggio 2026

Virologia, Pregliasco “Non esiste il rischio zero, informare senza allarmismi”

MILANO (ITALPRESS) – “Il rischio zero non esiste”. E’ il messaggio del virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ircss Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. E’ di strettissima attualità il dibattito sull’Hantavirus, dopo i recenti fatti che hanno riguardato la nave da crociera MV Hondius, e le notizie su un focolaio in Africa del virus Ebola. Pregliasco, prima di entrare nel dettaglio e fare chiarezza su quello che sta succedendo, precisa: “Oggi viviamo in un contesto dove ci sono troppe notizie, c’è una difficoltà nel farsi una idea, quindi nascono le tifoserie, si crea allarmismo, c’è sempre una dietrologia, viene un dubbio anche sulla scienza, notizie fake anche per togliere credibilità all’attività istituzionale, che deve fare delle scelte, a volte non completamente condivise dalla collettività, ma che hanno un interesse generale. Le pandemie ci sono state nei secoli, e siamo esposti a ulteriori possibilità di diffusione di virus”.
Il professore associato di Igiene Generale e Applicata presso l’Università degli Studi di Milano ha spiegato che quella dell’Hantavirus “è una situazione spiacevole in Sudamerica, in particolare in Argentina, in Cile, per una diffusione dei ratti che sono vettori del virus. Il primo caso si è infettato per un contatto diretto con l’animale, feci ed urine, in un contesto degradato. Poi l’episodio è diventato esplosivo, per il crocerista che si è contagiato – ha aggiunto Pregliasco -. Ha vissuto con la moglie ed altri croceristi, e questa variante del virus, ha una capacità di contagiarsi da persona a persona. Speriamo non tutti si siano contagiati tra i 150 croceristi, questo virus ha un tempo di incubazione di 40 giorni”.
Pregliasco ha sottolineato che una scelta importante, è quella di agire “come negli incendi. Li controlliamo se blocchiamo il focolaio. Se lasciamo correre scappano i buoi, lo abbiamo visto con il Covid. A livello internazionale, seppur con qualche distinguo, le nazioni hanno scelto una sorveglianza di tutte le persone che hanno un basso rischio. L’Italia ha stretto le maglie: abbiamo 4 cittadini che erano su un volo” dove c’era una passeggera contagiata, “sono in sorveglianza attiva e quarantena stretta fino al 21 giugno, seppure con bassissimo rischio, così si evita di diffondere la malattia”.
Nel caso italiano si parla di “bassissimo rischio” perchè “sono stati per poco tempo sullo stesso aereo della moglie del primo caso, il crocerista, però non ha fatto tutto il volo lungo, che poteva essere un rischio maggiore. Dobbiamo aspettare il 21 giugno perchè è il periodo di incubazione massimo, è un atto di attenzione e precauzione”. Il virologo ha ricordato, per evitare allarmismi, che “non è stato attivato un piano pandemico ma una disposizione ministeriale, una circolare, si è preso atto che questo virus è un problema da tenere sotto controllo.
L’Hantavirus “ha una mortalità del 40%, inizia in modo molto sfumato però poi si sviluppa e determina problematiche pesanti, simili al Covid, con questa elevata mortalità, purtroppo non c’è una terapia specifica nè un vaccino, per questo è una cosa che inquieta. La malattia di per sè è grave, non è contagiosissima, il contagio tra persone avviene per vicinanza estrema, un contatto prolungato”.
Diverso il discorso sull’Ebola: “Una malattia emorragica, per fortuna ha una trasmissione non efficacissima, tipicamente viene da zone rurali del centro Africa. E’ mortale nel 70% dei casi e con una sintomatologia pesante, anche per questo i casi si sono limitati. Questa nuova epidemia è in una zona di guerra tra la Repubblica del Congo e l’Uganda, si parla dai 300 ai 600 casi, e sicuramente è sottostimata – ha spiegato il virologo -. L’Oms ha fatto bene a dare una comunicazione di allarme generale, per ridurre questa potenziale diffusione”. Per Pregliasco “queste situazioni ci rilanciano la problematica di un mondo interconnesso. Le pandemie ci sono state nel passato, con il Covid non abbiamo avuto la capacità di reazione nel tempo di pace e abbiamo poi dovuto affrontare il problema nell’emergenza. Le malattie infettive ci sono e ci saranno, le istituzioni devono coordinarsi in un interscambio di informazioni epidemiologiche immediato, e i cittadini devono mostrare responsabilità nell’igiene personale e dell’ambiente, non abbassare il livello di attenzione, i cittadini devono essere informati senza allarmismi”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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