domenica 7 Giugno 2026

Catania-Ascoli: giro di vite dopo la contestazione, altri 7 tifosi denunciati dalla Digos

La Polizia di Stato di Catania prosegue nell’attività di identificazione dei responsabili dei gravi disordini avvenuti lo scorso 27 maggio durante la partita Catania-Ascoli. L’incontro, valido per i play off, era stato teatro di una violenta contestazione da parte della tifoseria di casa, scaturita dal timore di una mancata qualificazione nonostante il vantaggio parziale della squadra.
Durante le battute finali del match, dagli spalti dello stadio “Angelo Massimino” — in particolare dalle curve e dalla Tribuna B — è iniziato un fitto lancio di fumogeni e petardi di elevata potenza. Gli ordigni, scagliati con violenza verso il terreno di gioco, hanno costretto a un intervento d’urgenza i Vigili del Fuoco. Le esplosioni hanno messo seriamente a rischio l’incolumità non solo dei giocatori, ma anche dei pompieri e degli agenti della Digos impegnati nel monitoraggio dell’ordine pubblico a bordo campo.
Dopo l’arresto in flagranza differita dei primi due responsabili, l’attività investigativa della Digos è proseguita senza sosta. Grazie all’analisi meticolosa dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza e processati dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, sono stati isolati i frame che immortalano altri sette tifosi intenti ad accendere e lanciare materiale pirotecnico. I soggetti, nati tra il 1983 e il 2003, sono stati identificati e denunciati per le violazioni degli articoli 6 bis e 6 ter della Legge 401 del 1989, che punisce severamente il lancio di oggetti pericolosi e l’utilizzo di artifici pirotecnici in manifestazioni sportive.
La Divisione Polizia Anticrimine sta ora ultimando l’istruttoria per l’emissione dei provvedimenti di Daspo, che terrà conto sia del ruolo specifico di ciascun indagato, sia dei relativi precedenti di polizia. Il bilancio dell’attività repressiva vede già il Daspo di cinque anni notificato ai due ultras arrestati nei giorni scorsi, mentre altri due soggetti, sorpresi in possesso di fumogeni durante le perquisizioni, hanno ricevuto il divieto per la durata di un anno.

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