L’aula di Palazzo D’Alì si è trasformata ieri nel teatro di un duro scontro politico e sociale. Al centro della contesa c’è il nuovo Piano di Classificazione Acustica voluto dalla Giunta del sindaco Giacomo Tranchida (clicca qui per l’intervista); a guidare l’opposizione dei commercianti trapanesi del centro storico è l’avvocato Francesco Brillante, che ha presentato un’articolata serie di osservazioni alla bozza del Piano.
Il nucleo della contestazione sollevata dall’avvocato colpisce direttamente la validità scientifica e l’approccio ideologico del piano, che si baserebbe su rilievi vecchi e ormai distanti dalla realtà urbana. L’idea centrale è quella di una mappatura dinamica che differenzi le regole acustiche in base al contesto urbano, applicando parametri diversi per un locale in un vicolo stretto, un evento in piazza o un’attività sul fronte mare. A questo si aggiunge la richiesta di una gestione intelligente dei flussi tramite un “calendario stagionale” di deroghe programmate, anche a rotazione settimanale, e l’utilizzo di una applicazione ufficiale per decongestionare le vie calde della movida. Infine, la proposta punta sugli incentivi anziché sulle sanzioni, prevedendo contributi e sgravi fiscali per residenti e gestori, che investono in infissi antirumore e limitatori certificati, evitando di scaricare tutti i costi normativi sulle spalle delle imprese.
Con il deposito del documento firmato da Brillante, si apre ora una finestra di quindici giorni per la presentazione delle modifiche definitive. La mossa del legale costringe il sindaco Tranchida a un bivio politico cruciale, in cui l’amministrazione dovrà decidere se aprire al dialogo, accogliendo i correttivi proposti dall’opposizione per un piano condiviso, o se tirare dritto sulla linea del rigore, assumendosi la responsabilità di una spaccatura definitiva con l’economia turistica della città.





