sabato 27 Giugno 2026

Messina, aggredisce una donna in un centro di accoglienza: arrestato 50enne per atti persecutori

Un intervento tempestivo dei Carabinieri ha messo fine a un incubo di vessazioni e minacce a Messina. I militari della Stazione di Messina Principale e del Nucleo Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 50 anni, già noto alle forze dell’ordine e attualmente sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con l’accusa di atti persecutori.
L’operazione è scattata a seguito di una drammatica segnalazione giunta al numero di emergenza “112 NUE”, che denunciava un’aggressione in corso ai danni di una donna all’interno di un centro di accoglienza per soggetti senza fissa dimora della città dello Stretto. I Carabinieri, giunti immediatamente sul posto, sono riusciti a bloccare il cinquantenne prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
La successiva ricostruzione dei fatti da parte degli operanti ha poi portato alla luce una complessa e dolorosa vicenda di violenza psicologica. La vittima, una giovane donna di 30 anni, subiva da tempo reiterate vessazioni da parte dell’uomo, caratterizzate da continui pedinamenti, gravi minacce di morte e costanti intimidazioni mirate a sottrarle i figli minori nati da un precedente matrimonio. Fino al momento dell’aggressione, la trentenne non aveva mai trovato il coraggio di denunciare i soprusi, frenata dal profondo timore di subire ritorsioni da parte del cinquantenne.
Grazie al rapido intervento dei militari, sono state immediatamente adottate le procedure d’urgenza previste dal protocollo del “Codice Rosso” a tutela delle vittime di violenza di genere. L’uomo è stato quindi tratto in arresto e trasferito presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Questo ennesimo episodio di cronaca evidenzia, ancora una volta, l’importanza fondamentale della denuncia. Come sottolineato dal Comando Provinciale dei Carabinieri, segnalare tempestivamente le violenze subite è l’unico modo per permettere alle forze di polizia di intervenire in tempo, interrompendo le condotte persecutorie prima che possano degenerare ulteriormente.

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