Il capolavoro verdiano ha inaugurato la stagione lirica della 78ª Stagione “Verbi d’Amore” del Luglio Musicale Trapanese. Replica martedì 14 luglio alle 21:00 a Villa Margherita.
C’è un momento, nel Nabucco, in cui il teatro smette di essere teatro e diventa un solo respiro. È accaduto al Teatro Giuseppe Di Stefano di Villa Margherita, quando le prime note del “Va, pensiero” si sono levate tra gli alberi secolari e il pubblico ha trattenuto il fiato, prima di sciogliersi in un’ovazione. Il capolavoro di Giuseppe Verdi, in scena per la 78ª Stagione dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, “Verbi d’Amore”, ha inaugurato così la stagione lirica: con la forza di un canto che da quasi due secoli dà voce alla nostalgia della libertà.
Sul podio, Giovanni Di Stefano ha guidato l’Orchestra e il Coro dell’Ente in una lettura fedele a ciò che Verdi ha scritto: un’opera in cui orchestra e coro sono protagonisti assoluti – un coro che canta dall’inizio alla fine – accanto a voci di primo piano, dal ruolo favoloso riservato al baritono a quello di Abigaille, senza la quale il Nabucco non esisterebbe. E proprio il coro, preparato dal Maestro Fabio Modica, è stato l’anima della serata: una comunità che piange, resiste e spera, animata da quell’intensità che il Maestro chiede da sempre ai suoi coristi – «cantare con il cuore», fino a commuovere il pubblico.
La regia di Renato Bonajuto, con le scene di Lorenzo Trucco e i costumi di Artemio Cabassi, ha coniugato modernità e tradizione, affidando al video mapping il compito di riscrivere continuamente lo spazio e trasformarlo in materia drammatica. «Abbiamo pensato, insieme allo scenografo Lorenzo Trucco, di realizzare un allestimento non convenzionale, utilizzando metallo, gabbie e sporgenze, senza però stravolgere l’opera – spiega il regista –. È uno spettacolo che racconta la storia, ma la guarda con occhi moderni, per coinvolgere sia il pubblico giovane sia quello legato alla tradizione. Il “Va, pensiero”, oggi come allora, è simbolo di libertà e speranza: era l’inno del Risorgimento, e lo abbiamo sottolineato mostrando il coro tra le onde dell’Eufrate».
Per il direttore artistico Walter Roccaro, il Nabucco incarna il primo dei verbi d’amore della stagione: «Nabucco è l’emblema della Coralità. Si dice spesso che un’orchestra o un coro siano l’emblema di una società ideale, perché le parti, pur mantenendo la propria specificità, si esprimono attraverso il gruppo. Nabucco è soprattutto questo: la voce di un popolo che si oppone alla tirannia e che, sentendosi comunità, riesce a sconfiggerla. La direzione del Maestro Di Stefano diventa il collante su cui le grandi voci dei personaggi riescono a dare forza ed emozione».
Soddisfazione dal consigliere delegato dell’Ente, Filippo De Vincenzi: «Abbiamo aperto con un’opera iconica e masse artistiche di notevole spessore: una splendida orchestra che fa vibrare di passione il pubblico e un coro straordinario. Nella valutazione della Regione Siciliana l’Ente si è classificato secondo tra tutti gli enti dell’Isola: il segno di un percorso di continuo miglioramento». Gli fa eco l’assessora alla Cultura del Comune di Trapani, Rosalia d’Alì: «Da 78 anni l’Ente è un punto di riferimento di grande valore nel panorama culturale della città. L’amministrazione comunale crede molto in questa istituzione: la tutela, la valorizza e si impegna a mantenerne l’immagine a livello nazionale e internazionale».
Compagnia salda dalla prima all’ultima nota: Enkhbold Ankhbayar nel ruolo del titolo, Caterina Meldolesi in quello di Abigaille, Giovanni Battista Parodi in quello di Zaccaria, Blagoj Nacoski in quello di Ismaele e Angela Schisano in quello di Fenena. Completano la locandina Mariano Orozco nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo, Gianluca Moro in quello di Abdallo e Ikumi Nakagawa in quello di Anna.
Lo spettacolo, coprodotto con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Politeama di Lecce, torna in scena martedì 14 luglio alle ore 21:00: l’ultima occasione per lasciarsi attraversare dal Nabucco che ha aperto la stagione lirica trapanese





