Un attacco frontale che non risparmia nessuno e che scuote il panorama politico marsalese all’indomani delle elezioni amministrative. Eleonora Lo Curto interviene con durezza nel dibattito cittadino, dipingendo un quadro a tinte fosche per la neonata amministrazione guidata dalla sindaca Andreana Patti. Secondo l’ex deputata regionale, lo stallo in cui versa il Comune, ancora privo di una giunta definitiva, rappresenta semplicemente la cronaca di un disastro annunciato, frutto di un’alleanza elettorale che avrebbe mostrato i suoi limiti strutturali fin dal primo momento.
Il fulcro della critica risiede nella natura stessa della coalizione che ha sostenuto la sindaca. Lo Curto descrive Andreana Patti come ostaggio di quanti l’hanno aiutata a vincere e che oggi le presentano il conto, creando una situazione di paralisi in cui le pretese dei vari alleati superano di gran lunga le poltrone disponibili. Si tratterebbe di un cortocircuito politico in piena regola, causato da una guida sbilanciata a sinistra costretta a mediare con numerosi esponenti di destra rimasti senza ruolo e già proiettati verso le future elezioni regionali.
La prova più evidente di questa difficile convivenza viene individuata nel caso di Eleonora Milazzo, la consigliera più votata della lista ProgettiAmo Marsala. Alla Milazzo sarebbe stata proposta la vicepresidenza del consiglio comunale, un’offerta giudicata da Lo Curto mortificante in quanto subordinata a un neoeletto senza alcuna esperienza. L’ex deputata esprime forte plauso per il rifiuto della Milazzo, sottolineando come dietro questa manovra si celasse il complice consenso della sindaca, intenzionata a saldare i conti con i propri referenti trapanesi che avevano già prestabilito gli assetti d’aula. Questo rifiuto, rivendicato come una scelta di dignità, ha inevitabilmente complicato l’incastro dei tasselli per la formazione del governo cittadino.
Con una maggioranza fragile e priva di una regia autorevole, l’aula consiliare rischia ora di trasformarsi in una terra di nessuno.





