La situazione delle carceri siciliane registra livelli di allarme insostenibili, spingendo i segretari regionali di OSAPP, UIL FP Polizia Penitenziaria, USPP e FNS CISL Sicilia a denunciare l’inefficacia delle politiche di gestione del personale del DAP e ad annunciare la richiesta di un incontro formale con il Procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia.Il nodo centrale della protesta riguarda il grave squilibrio tra il fabbisogno degli istituti e i numeri comunicati da Roma. A fronte di circa duecento pensionamenti previsti per il biennio 2026-2027, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha infatti disposto l’assegnazione di appena settantasette nuove unità di Polizia Penitenziaria. Questa misura viene giudicata del tutto inadeguata a colmare una carenza strutturale che penalizza la Sicilia, regione che detiene una delle capienze detentive più elevate d’Italia ma soffre storicamente di una dotazione organica insufficiente. La criticità è acuita dalla presenza di circa ottanta operatori che, pur risultando formalmente nei ruoli, sono distolti dalla sorveglianza interna perché impiegati in servizi di scorta e altre mansioni esterne. All’interno dei ventitré istituti penitenziari dell’isola, i circa milleduecentocinquanta operatori attivi nell’arco delle ventiquattro ore faticano a garantire ordine, sicurezza e trattamento per oltre settemiladuecento detenuti ristretti. La tensione quotidiana si riflette in dati impressionanti registrati sul campo, tra cui oltre duemilatrecento violazioni di legge che comprendono episodi di violenza, minacce, resistenza, ingiuria e oltraggio a pubblico ufficiale, affiancate da quasi duecentocinquanta proteste collettive culminate in azioni di insubordinazione come il rifiuto di rientrare nelle celle. Tale clima di insicurezza ha provocato il ferimento di oltre centocinquanta agenti a seguito di aggressioni fisiche. Per tamponare la voragine organizzativa e tentare di mantenere il controllo delle strutture, il personale è costretto a turni massacranti, totalizzando nel corso del 2026 oltre un milione di ore di straordinario e accumulando più di novantaduemila giornate di congedo arretrato non goduto. La nota sindacale si conclude con un ringraziamento al Procuratore De Lucia per la vicinanza e l’attenzione dimostrata verso i sacrifici quotidiani delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria impegnati a fronteggiare l’emergenza.





