L’approvazione del Piano Economico Finanziario della TARI 2026 ha confermato un nuovo rincaro della tassa sui rifiuti per le famiglie e le attività economiche di Marsala, con aumenti stimati tra i 50 e gli 80 euro a nucleo familiare. Tale esito smentisce clamorosamente le promesse di riduzione precedentemente avanzate dall’Amministrazione comunale.
Un gruppo composto dai consiglieri Abrignani, Carini, Piccione, Pugliese, Sammartano, Sturiano, Grillo, Ferrantelli e Di Girolamo ha duramente contestato l’operato della giunta. Pur riconoscendo le criticità ereditate dal passato, come la chiusura degli impianti, i maggiori costi di conferimento e l’incidenza dell’IVA, i firmatari sottolineano che questi fattori non possono trasformarsi in un alibi per giustificare l’aumento dell’imposta. Secondo l’opposizione, si continua a scaricare sui cittadini il peso di inefficienze sistemiche senza fornire soluzioni, tempistiche chiare o risultati verificabili.
Alla luce dell’operatività dei nuovi impianti di prossimità a Marsala e Trapani, i consiglieri pretendono di conoscere l’effettiva incidenza delle singole voci di costo e l’entità dei risparmi generati sul trasporto e sul conferimento. Il nodo centrale della polemica riguarda la tempistica con cui tali risparmi si tradurranno in una reale riduzione delle tariffe. Il documento si conclude ribadendo che gli impegni sulla tassa rifiuti devono trasformarsi in atti concreti e che l’opposizione continuerà a battersi per la trasparenza, per una riorganizzazione efficiente del servizio e per una maggiore equità fiscale a favore di cittadini e imprese.





