Si è svolto a Palermo l’atteso incontro istituzionale tra i vertici di Feder.Agri. Sicilia e l’assessore regionale Colianni, un vertice interamente incentrato sulle condizioni della diga Rubino e sullo stato dei lavori di messa in sicurezza necessari per restituire piena funzionalità all’invaso. L’obiettivo primario del confronto è sbloccare l’iter per riportare la capacità dell’opera a sette milioni di metri cubi, superando l’attuale limitazione. Alla riunione hanno preso parte, per l’associazione di categoria, il segretario regionale Cipriano Sciacca e Michele De Maria, affiancati dall’onorevole Stefano Pellegrino e da Francesco Pulizzi.
Al centro del dibattito con l’assessore Colianni e con il capo servizio responsabile dei lavori c’è stato il nodo che da tempo penalizza il comprensorio, rappresentato dalla riduzione dell’invaso a circa cinque milioni di metri cubi, a fronte dei sette milioni autorizzabili. Una differenza di due milioni di metri cubi che pesa come un macigno sulle produzioni vitivinicole, olivicole e orticole del Trapanese, duramente colpite da ricorrenti annate siccitose. Nel corso del vertice, l’Assessorato ha confermato che la quasi totalità degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria prescritti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata completata. La relazione tecnica aggiornata è stata già trasmessa al Ministero, e restano da effettuare soltanto limitati lavori di completamento. L’Assessorato si è dichiarato fiducioso sulla possibilità che il dicastero autorizzi l’innalzamento della capacità nel giro di pochi mesi.
Pur prendendo atto positivamente del lavoro svolto dagli uffici regionali, Feder.Agri. Sicilia ha rimarcato la necessità di imprimere un’ulteriore accelerazione per evitare danni irreparabili alle campagne. Il segretario regionale Cipriano Sciacca ha sottolineato che il percorso avviato a febbraio comincia a dare risultati concreti, prendendo atto con soddisfazione dell’impegno dell’Assessorato e degli uffici tecnici. Sciacca ha poi aggiunto che occorre chiedere al Ministero di procedere con la massima celerità nell’istruttoria, ricordando che ogni mese di ritardo si traduce in acqua che non arriva ai campi, mentre restituire alla diga Rubino la sua piena capacità significa dare respiro a centinaia di aziende agricole del Trapanese e restituire programmabilità alle campagne irrigue.
L’organizzazione ha infine confermato che continuerà a monitorare l’iter burocratico presso il Ministero e il completamento dei cantieri, mantenendo alta l’attenzione anche sulla situazione della diga Trinità in vista della prossima stagione irrigua.





