Situazione critica sul fronte idrico nelle province di Trapani ed Erice, dove i cittadini continuano a fare i conti con disagi legati alla qualità e alla continuità dell’erogazione dell’acqua. A fare il punto della situazione è l’Avv. Vincenzo Maltese, dirigente di Codici Sicilia, che evidenzia le criticità locali e indica le tutele legali a disposizione degli utenti. A Trapani, l’inquinamento di diverse strade, certificato dall’Ordinanza Sindacale n. 47/2026, sta provocando gravi disagi alle famiglie e ai condomini. Codici Sicilia invita gli utenti a tutelarsi attraverso un percorso preciso che prevede l’inoltro di una PEC formale di messa in mora al Comune di Trapani, in qualità di gestore del servizio idrico, e la conservazione di tutte le prove delle spese sostenute per far fronte all’emergenza, tra cui i costi per il servizio di trasporto dell’acqua, lo svuotamento e la pulizia delle cisterne, la sanificazione e la sostituzione dei filtri. Alla revoca dell’ordinanza sindacale e al termine della criticità, gli utenti potranno avanzare richiesta di rimborso o di compensazione sulle fatture del 2026, facendo valere contestualmente il diritto all’indennizzo regolato da ARERA per l’intera durata del disservizio. A supporto di queste azioni, viene richiamato un importante precedente del 2016 relativo a un condominio di Erice in via Villa S. Giovanni a Casa Santa, dove a seguito di un inquinamento idrico e della chiusura delle valvole un contenzioso si concluse con l’accoglimento della richiesta di compensazione e l’annullamento delle fatture EAS, garantendo un risparmio di circa 5.000 euro ai condòmini. Sul piano politico-amministrativo, l’associazione giudica indispensabile una totale riorganizzazione dell’ufficio Acquedotto di Trapani, accompagnata da un aggiornamento strutturale del Regolamento idrico e della Carta dei Servizi, considerati anacronistici e fermi al 2008.
Sul fronte ericense la situazione resta complessa, in particolare nelle aree di via Pola e Pizzolungo. Nonostante i lavori di recente esecuzione, molte abitazioni continuano a soffrire la totale assenza di erogazione o a riceverla soltanto per brevi fasce orarie.Al centro del dibattito ci sono anche i requisiti igienico-sanitari, poiché si attendono i risultati delle analisi batteriologiche sui campioni prelevati dai privati, sollecitate da due consiglieri comunali. Tuttavia, al di là dei dati microbiologici, il quadro visivo appare compromesso dalla colorazione giallastra dell’acqua, che non rispetta gli standard qualitativi previsti dalla normativa vigente. A complicare ulteriormente lo scenario a Erice è l’assetto delle competenze, poiché a differenza di Trapani non esiste un gestore idrico comunale diretto. L’approvvigionamento e la grande adduzione tramite la diga Garcia fanno capo a Siciliacque, una frammentazione gestionale che rende il quadro delle responsabilità più complesso e le tutele giuridiche degli utenti decisamente più articolate.





