mercoledì 5 Agosto 2026

INTERVISTA- Acqua inquinata a Trapani, stangata sui cantieri stradali: ordinanza del sindaco Tranchida contro utilizzo macchine escavatrici

Giro di vite del Comune di Trapani contro i danni alle reti idriche e fognarie causati dai cantieri per la posa dei sottoservizi. Con l’Ordinanza Sindacale n. 50 del 4 agosto 2026, l’Amministrazione comunale ha introdotto il divieto assoluto di utilizzo di macchine escavatrici del tipo catenaria o ruota dentata, impiegate per mini e micro trincee, su tutto il territorio cittadino, sia nel centro urbano che nelle zone extraurbane. Il provvedimento si è reso necessario a causa del ripetersi di danneggiamenti alle condotte pubbliche e agli allacciamenti privati durante i lavori per la posa di infrastrutture tecnologiche, come la fibra ottica, le reti elettriche o il gas. Rotture che, oltre a provocare ingenti perdite d’acqua e danni economici, hanno fatto emergere un grave pericolo di frammistione tra le acque fognarie e quelle potabili, mettendo a rischio la salute pubblica e la sicurezza igienico-sanitaria della popolazione. A partire dalla pubblicazione dell’atto, le ditte concessionarie ed esecutrici dei lavori dovranno adeguarsi immediatamente, abbandonando le tecniche di scavo con catenaria o ruota dentata e ricorrendo a sistemi alternativi e tradizionali. Gli operatori saranno inoltre tenuti a garantire la preventiva individuazione delle tubazioni esistenti attraverso indagini mirate, come l’uso del georadar o saggi manuali, mentre il divieto verrà inserito d’ufficio all’interno di tutte le autorizzazioni e concessioni per il taglio stradale rilasciate o in corso di rilascio dagli uffici comunali. Il Comune ha stabilito tolleranza zero per i trasgressori. L’inottemperanza all’ordinanza comporterà infatti l’immediata sospensione dei lavori, la revoca dell’autorizzazione al taglio stradale e l’obbligo di ripristino dei luoghi a spese del trasgressore, oltre all’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra 250 e 500 euro e alla richiesta di risarcimento per i danni causati alle infrastrutture pubbliche e private.L’ordinanza è stata trasmessa alla Prefettura di Trapani, al Comando di Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine affinché vigilino sul rigoroso rispetto delle disposizioni. Eventuali ricorsi contro il provvedimento potranno essere presentati al Tribunale Amministrativo Regionale entro sessanta giorni oppure, in alternativa, al Presidente della Regione Siciliana entro centoventi giorni. In merito abbiamo intervistato il dirigente comunale ing. Orazio Amenta

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