C’è chi la mattina del Patrono preferisce la quiete della preghiera e chi, invece, non rinuncia mai a un buon consiglio comunale straordinario, rigorosamente a mezzo stampa. A Trapani, le celebrazioni di Sant’Alberto sono riuscite nell’impresa di trasformare persino la devozione religiosa in un derby politico.
Tutto ruota attorno al grande assente del 6 agosto, ossia il sindaco Giacomo Tranchida. Da tradizione, il primo cittadino avrebbe dovuto accogliere il simulacro del Santo davanti a Palazzo d’Alì per la simbolica consegna delle chiavi della città di Trapani . Quest’anno, tuttavia, la sedia è rimasta vuota a causa motivi di salute del sindaco.
Un’assenza, che i consiglieri di opposizione non hanno perso l’occasione di trasformare in un assist per l’ennesimo affondo contro l’Amministrazione Tranchida, dimostrando che per la polemica politica non esistono Santi né “giorni rossi” sul calendario.
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. Il circolo PD “Angela Bottari”, tramite una nota firmata da Marzia Patti, ha rispedito le accuse al mittente, definendo fuori luogo l’atteggiamento dell’opposizione, che avrebbe perso “il senso della misura», sottolineando come sfruttare una ricorrenza identitaria e spirituale per fare guerriglia politica significhi dimenticare il rispetto dovuto alla Comunità e alle Istituzioni.
Facendo una estrema sintesi della questione: il Santo ha fatto il suo ingresso a Trapani, le chiavi sono rimaste senza il padrone di casa designato e la politica trapanese ha confermato che, a Palazzo Cavarretta, la tregua non è prevista neanche in Paradiso.





