Un doppio e collaudato canale di frode, capace di eludere i controlli doganali e sottrarre ingenti quantitativi di prodotto alle accise, è stato smascherato a Catania dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle, con il prezioso supporto del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalla Guardia di Finanza per blindare la filiera energetica, tutelare la leale concorrenza e contrastare i fenomeni illeciti che alterano il mercato nella provincia etnea.
Le indagini condotte dai finanzieri hanno fatto luce su una duplice direttrice criminale finalizzata a eludere il regime impositivo. Da un lato, il sistema prevedeva l’introduzione clandestina nel territorio nazionale di ingenti partite di gasolio destinato all’autotrazione, formalmente fatte passare con la falsa denominazione di liquido bio anticorrosivo così da aggirare i controlli fiscali e doganali. Dall’altro, l’organizzazione gestiva l’approvvigionamento e il successivo impiego di gasolio agricolo a tassazione agevolata, dirottandolo illegalmente verso utilizzi commerciali e di autotrazione soggetti a una maggiore imposizione fiscale.
L’attività investigativa coordinata ha portato a riscontri di grande rilievo repressivo, traducendosi nell’esecuzione di 5 misure cautelari personali nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili, in concorso, del reato di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici. Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati circa 120.000 chilogrammi di prodotti energetici, mentre i consumi in frode complessivamente accertati sono stati quantificati in circa 330.000 chilogrammi di carburante immesso illegalmente nel circuito economico.





