«L’era dell’emergenza permanente deve finire». È netto l’attacco lanciato dal gruppo parlamentare di ControCorrente all’Assemblea Regionale Siciliana nei confronti del Governo regionale, accusato di farsi sistematicamente trovare impreparato di fronte alla ciclicità delle eruzioni dell’Etna e alla conseguente caduta di cenere vulcanica.
A farsi portavoce della richiesta di un cambio di passo radicale è Jose Marano, capogruppo di ControCorrente e vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’ARS, che ha annunciato la presentazione formale di una mozione urgente.
Nel comunicato diffuso dai deputati regionali, firmato da Jose Marano, Ismaele La Vardera, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo, viene sottolineato come le emissioni di cenere non possano più essere trattate come eventi eccezionali o imprevedibili.
Sul modello dei piani neve collaudati da anni nelle regioni del Nord Italia, la Sicilia necessita urgentemente di un Piano cenere strutturale. L’obiettivo è dotare l’isola di protocolli operativi rapidi per la rimozione della cenere dalle strade e dai centri abitati a tutela della salute pubblica e della sicurezza della circolazione, uniti a fondi dedicati, mezzi adeguati per gli interventi straordinari e procedure di coordinamento stabili tra Regione, Protezione civile, gestori aeroportuali e istituzioni locali.
Il dibattito si sposta inevitabilmente sulle pesanti ripercussioni registrate sullo scalo internazionale di Catania-Fontanarossa. Per i parlamentari di ControCorrente non sono più tollerabili le scene di passeggeri costretti ad ore di attesa senza un’adeguata assistenza o bloccati a lungo a bordo degli aerei nei parcheggi remoti.
Situazioni critiche che, oltre a danneggiare i viaggiatori, rischiano di compromettere gravemente l’immagine turistica della Sicilia. Un capitolo a parte viene riservato alle speculazioni legate ai dirottamenti dei voli, spesso dirottati su scali alternativi come Palermo, che costringono i turisti a sostenere costi di transfer stratosferici per raggiungere Catania. Spese impreviste che, secondo il gruppo politico, dovrebbero essere prevenute attraverso servizi organizzati preventivamente.
«Non possiamo prevedere quando l’Etna erutterà, ma sappiamo che tornerà a farlo», concludono i deputati di ControCorrente, ribadendo la necessità di attivare una macchina organizzativa già rodata per tutelare i siciliani, sostenere il comparto turistico e azzerare i costi aggiuntivi scaricati ingiustamente su cittadini e viaggiatori.





