giovedì 13 Agosto 2026

Aeroporto di Catania ko per la cenere dell’Etna: il Codacons chiede un piano permanente con lo scalo di Comiso

Nuova giornata di disagi per il trasporto aereo nella Sicilia orientale. L’intensa attività dell’Etna e la consistente emissione di cenere vulcanica hanno costretto alla sospensione dei voli in arrivo all’aeroporto di Catania Fontanarossa fino alle ore 17:00, secondo le disposizioni della società di gestione dello scalo. La frequenza con cui si registrano queste limitazioni spinge il Codacons a chiedere un cambio di passo netto, passando dalla gestione della singola emergenza a una pianificazione strutturata.
Ad intervenire sulla questione è Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, che premette innanzitutto la priorità assoluta della sicurezza, evidenziando che le limitazioni disposte dalle autorità competenti non sono in discussione, ma che proprio la natura attiva dell’Etna impone di superare la logica dell’emergenza imprevista. L’associazione si rivolge direttamente alla Regione Siciliana, a ENAC, alla SAC e agli altri enti competenti, affinché venga predisposto un piano permanente e coordinato tra gli aeroporti di Catania e Comiso, con l’obiettivo di definire protocolli rapidi da attivare ogni volta che la cenere vulcanica compromette l’operatività di Fontanarossa. Tanasi richiama inoltre la propria esperienza diretta maturata in passato nel Consiglio di amministrazione della SOACO S.p.A., sottolineando come lo scalo di Comiso possa essere valorizzato molto di più all’interno di una strategia stabile e coordinata.
La proposta dell’associazione punta a un’organizzazione logistica complessiva a tutela dell’utenza che prevede informazioni tempestive e trasparenti per i passeggeri su cancellazioni, riprogrammazioni o dirottamenti, un adeguato coordinamento dei collegamenti terrestri tra gli scali e le principali città della Sicilia e procedure efficaci per l’assistenza e la riprotezione dei viaggiatori coinvolti nei blocchi operativi. Sul fronte normativo, il Codacons ricorda che la presenza di eventi naturali eccezionali come l’eruzione vulcanica può escludere il diritto alla compensazione pecuniaria prevista dalla normativa europea, ma restano pienamente validi gli altri diritti sanciti dal Regolamento (CE) n. 261/2004, tra cui l’assistenza materiale e la scelta tra il rimborso del biglietto e la riprotezione su un nuovo collegamento in caso di cancellazione. L’associazione conclude ribadendo la necessità di un sistema stabile capace di tutelare la mobilità della Sicilia orientale e i passeggeri, in un territorio che convive da sempre con l’attività del vulcano.

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