La Sicilia brucia e chi è in prima linea per difendere il territorio e i cittadini è arrivato al limite delle forze fisiche e psicologiche. A lanciare l’allarme è Carmelo Barbagallo, Segretario Nazionale della FISI Vigili del Fuoco, che fotografa una situazione definita insostenibile, aggravata da mesi di interventi ininterrotti tra incendi devastanti, crolli e soccorsi tecnici urgenti.
Nei territori di Catania, Messina, Caltanissetta, Agrigento e nell’intera regione, il personale è sottoposto a turni massacranti a causa di una carenza d’organico che supera il 30%. Da quattro mesi consecutivi le stesse squadre affrontano l’emergenza senza sosta, alimentando il timore che possano ripetersi tragedie simili a quella registrata a Caltanissetta.
La protesta della FISI non si rivolge soltanto alla politica, accusata di limitarsi a passerelle mediatiche, ma punta il dito anche contro i sindacati definiti compiacenti, accusati di aver accettato compromessi al ribasso a discapito della categoria.
Per invertire la rotta e garantire sicurezza e dignità agli operatori, il sindacato richiede interventi immediati e non più rinviabili, a cominciare da un piano straordinario di assunzioni volto all’immissione rapida di nuovo personale per colmare la voragine del trenta percento d’organico. Si chiede inoltre una revisione reale delle piante organiche per adeguare i numeri alla drammaticità del territorio siciliano, il potenziamento del presidio territoriale attraverso l’apertura di nuove sedi operative e il blocco di qualsiasi piano di chiusura o ridimensionamento, oltre a investimenti urgenti e mirati su mezzi, strutture, dotazioni di sicurezza e tutele adeguate.
La richiesta di fondo che emerge è netta: servono fatti concreti, risorse e rispetto per chi rischia quotidianamente la vita per la sicurezza pubblica.
INTERVISTA- Emergenza incendi in Sicilia: Vigili del Fuoco allo stremo tra turni massacranti e carenza d’organico
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