“Le truffe stanno cambiando volto e diventano sempre più difficili da riconoscere – afferma il prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Non possiamo chiedere ai cittadini di trasformarsi in esperti di sicurezza informatica per riuscire a difendere i propri risparmi”. Secondo il Codacons, l’allarme torna d’attualità anche alla luce delle truffe segnalate attraverso WhatsApp, dove una richiesta di denaro può apparire come proveniente da un contatto conosciuto. Un meccanismo particolarmente insidioso che, osserva l’associazione, fa leva proprio sulla fiducia della vittima. Il Codacons richiama inoltre i dati più recenti del CERT-AGID, il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che confermano un’intensa attività sul fronte delle minacce informatiche. Secondo il riepilogo pubblicato il 28 agosto, nella settimana dal 22 al 28 agosto sono state rilevate e analizzate 155 campagne malevole, 136 delle quali con obiettivi italiani e 19 generiche che hanno comunque interessato l’Italia. “Una telefonata può sembrare quella della propria banca, un messaggio può arrivare apparentemente da una persona che conosciamo e una pagina internet può riprodurre quasi perfettamente quella di un ente pubblico – sottolinea Tanasi – Non siamo più davanti a raggiri facilmente riconoscibili. Le tecniche diventano sempre più sofisticate e deve crescere, di pari passo, anche la capacità di proteggere i cittadini”. Di fronte a questo scenario, il Codacons chiede l’avvio di un piano nazionale contro le truffe telefoniche e digitali, con particolare attenzione agli anziani e alle persone maggiormente esposte ai raggiri. Secondo il Codacons, occorre rafforzare la prevenzione e, allo stesso tempo, rendere più rapide le procedure da attivare quando una vittima si accorge della frode. L’associazione chiede sistemi più efficaci per segnalare immediatamente le operazioni sospette e tentare di bloccare le somme prima che diventino irrecuperabili. “Il tempo, in questi casi, è decisivo – evidenzia Tanasi – Chi scopre di essere stato truffato non può perdere ore cercando di capire chi chiamare, a chi rivolgersi e quale procedura seguire. Serve una risposta semplice, immediata e alla portata di tutti”. Il Codacons ritiene inoltre necessario rafforzare il coordinamento tra istituzioni, Forze dell’Ordine, banche, operatori telefonici e associazioni dei consumatori, così da rendere più efficaci sia la prevenzione sia l’assistenza alle vittime. Per Tanasi, una tutela particolare deve essere riservata agli anziani e alle persone fragili, spesso raggiunti attraverso telefonate e messaggi costruiti facendo leva sulla paura, sull’urgenza o sulla fiducia nei confronti di familiari, banche e istituzioni. “La sicurezza non è soltanto quella che chiediamo quando usciamo di casa – afferma Tanasi – Dobbiamo sentirci sicuri anche quando utilizziamo il telefono, facciamo un bonifico o controlliamo il nostro conto corrente. Dietro il denaro sottratto con una truffa ci sono anni di lavoro e sacrifici”. Il Codacons chiede quindi l’apertura di un tavolo nazionale sulla sicurezza economica e digitale dei consumatori, con la partecipazione di istituzioni, sistema bancario, operatori telefonici, Forze dell’Ordine e associazioni dei consumatori, per definire procedure comuni di prevenzione, segnalazione, intervento e assistenza alle vittime. “Dire semplicemente alle persone di stare attente non basta più. Dobbiamo costruire un sistema capace di proteggerle davvero e di reagire rapidamente quando si verifica una frode. Difendere i risparmi significa difendere le persone e, soprattutto quando vengono colpiti anziani e soggetti fragili, dobbiamo fare tutto il possibile perché lo Stato arrivi prima dei truffatori, non quando il denaro è già sparito.” – conclude Tanasi.
Truffe digitali, Tanasi (Codacons): difendere i risparmi significa difendere le persone.
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