mercoledì 9 Settembre 2026

Faida di mafia a Catania: 7 fermi dei Carabinieri e della Polizia dopo una sparatoria e un agguato sventato

Un’escalation di violenza armata per il controllo del territorio ha spinto la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania a emettere un decreto di fermo nei confronti di sette persone, di età compresa tra i 19 e i 43 anni. L’operazione, eseguita congiuntamente dai Carabinieri del Comando Provinciale e dagli agenti della Polizia di Stato della Questura etnea, ipotizza a vario titolo i reati di porto e detenzione illegale di armi comuni, clandestine e da guerra, ricettazione, detenzione di munizionamento, possesso di un giubbotto antiproiettile e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti i reati sono contestati con l’aggravante del metodo mafioso, poiché l’azione sarebbe stata finalizzata ad agevolare un clan operante nel quartiere catanese di Monte Po. Al centro delle indagini condotte dai Carabinieri di Paternò, Catania Fontanarossa e dalla Squadra Mobile vi è una pericolosa contrapposizione tra la fazione criminale di Monte Po e il gruppo dei “Cursoti Milanesi”. Il primo episodio chiave risale alla sera del 23 agosto scorso a Motta Sant’Anastasia, dove in via Oberdan si è consumato un conflitto a fuoco. Un’utilitaria con due persone a bordo è stata inseguita e raggiunta da quattro individui in sella a due motocicli, finendo sotto una fitta sassaiola di proiettili. Dopo aver urtato un veicolo in sosta, i passeggeri dell’auto hanno reagito: mentre il conducente cercava riparo, il passeggero ha risposto al fuoco costringendo gli aggressori alla fuga. Le indagini hanno permesso di identificare e stringere il cerchio attorno a un ventenne, già ristretto in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso. La tensione ha toccato il culmine appena tre giorni dopo, il 26 agosto, nel cuore del quartiere Monte Po. I Carabinieri della Stazione di Catania Nesima sono intervenuti in via Leonardo Vigo sorprendendo un commando di circa otto persone in procinto di entrare in azione. I membri del gruppo si erano travestiti in modo da eludere i controlli: alcuni indossavano tute da lavoro, altri tute monouso e guanti, un soggetto aveva il volto coperto da un passamontagna e un altro ancora indossava una divisa sanitaria del 118 con due pistole nascoste nella cintura. Alla vista della pattuglia, il gruppo si è dileguato rapidamente, abbandonando un borsone pieno di armi e materiale logistico. All’interno della borsa recuperata dai militari vi erano una pistola calibro 22 con matricola abrasa, munizionamento di vario calibro — incluse 19 cartucce per fucile d’assalto AK-47 —, oltre due chilogrammi di marijuana, un giubbotto antiproiettile mimetico e vari indumenti per il travisamento. Secondo la ricostruzione investigativa, il commando si stava equipaggiando per compiere un imminente agguato armato all’interno della faida in corso. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha sventato lo scontro prima che potesse degenerare nel sangue.

Ti consigliamo

Violenza sessuale e sequestro di persona: 40enne arrestato a Pedara

Una 35enne di Pedara si è rifugiata all'alba in...

Tre arresti a Capaci: Carabinieri sgominano banda di giovani rapinatori

I Carabinieri della Compagnia di Carini, con il supporto...

Fondazione San Vito ETS, riconfermato per altri tre anni Vito Puccio

Vito Puccio è stato riconfermato per altri tre anni...

Geografie di pace: il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ torna a Palermo dal 18 al 20 settembre

Il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ torna a Palermo...

La nostra diretta

Ultim'ora

In primo piano

CHIUDI

CHIUDI