
PALERMO (ITALPRESS) – Non solo la celebrazione di un personaggio centrale nella storia della destra italiana del secondo Novecento, ma un viaggio a tutto tondo in quello che era il suo pensiero, le battaglie e l’eredità che avrebbe lasciato alle generazioni successive. A Villa Zito a Palermo si è svolto il convegno “Pino Rauti a 100 anni dalla nascita. L’uomo, il politico, intellettuale e le idee”: a organizzarlo la Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, che ha coinvolto nell’evento una serie di personalità politiche e intellettuali che hanno conosciuto da vicino l’ex esponente dell’Msi e ne hanno seguito l’insegnamento. L’iniziativa si inserisce nel novero di una serie di eventi che, in tutta Italia, celebrano i cent’anni dalla sua nascita. Tra i presenti Isabella Rauti, figlia di Pino e sottosegretaria alla Difesa nonché presidente del Centro Studi Pino Rauti: con lei, tra gli altri, il sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi e il senatore Raoul Russo; a moderare i lavori è Fabio Tricoli, presidente della Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli.
“A novembre ricorre il centenario della nascita di mio padre – sottolinea Isabella Rauti – Stiamo organizzando una serie di eventi che andranno oltre la fine di quest’anno, a Roma ci sarà la presentazione alla Camera degli atti con i discorsi parlamentari e politici, nonché con una mostra documentale. È un crescendo di richieste per organizzare incontri culturali, intellettuali e di analisi sulla sua figura: Pino Rauti ha avuto una vita avventurosa, quasi simile a un romanzo, di cui pochi conoscono i tratti; si conosce di più il Rauti politico, che ha lasciato molti scritti e molte tracce concentriche del suo pensiero. Queste tracce sono la formazione culturale e politica, che ha sempre messo al primo posto davanti anche alla ricerca del consenso, la formazione della classe dirigente, un’abitudine allo studio, l’idea che l’Msi dovesse essere portatore non solo di valori ma di un modello politico alternativo che fosse una terza via oltre il socialismo realizzato, il marxismo, il comunismo e le etichette ottocentesche di destra e sinistra: un modello sociale, comunitario, solidale, con i bisogni della persona al centro di ogni declinazione politica; ancora oggi emergono tanti spunti e temi di attualità, perché ha avuto una visione profetica al punto da risultare a volte inattuale nel suo tempo e molto attuale oggi”.
L’omaggio a Pino Rauti, spiega Tricoli, è “doveroso, soprattutto da parte di un ente come la Fondazione Tricoli che ha nella memoria storica e nella memoria della destra italiana uno dei suoi obiettivi principali. Rauti è stato un leader carismatico, un uomo che ancora oggi è ricordato per la sua capacità, lo spessore culturale, il carisma, la forza intellettuale ancor prima che politica di forgiare intere classi dirigenti nonché tanti giovani militanti: parlare di lui oggi è un omaggio, ma anche un modo per capire quanto sia stato attuale il suo pensiero soprattutto per quanto riguarda la capacità di prevedere i fenomeni migratori e parlare di Europa-nazione in un momento in cui esistevano solo Usa e Urss come grandi blocchi contrapposti. C’è anche il tema dell’ecologismo, che a destra a quel tempo sembrava un’eresia: fu un grande leader, ancora oggi merita di essere ricordato. Lo faremo insieme a Isabella Rauti e al Centro Studi Pino Rauti, che ci ha onorato di quest’iniziativa: ci sono tanti esponenti politici per ricordarlo e parlare di lui raccontando il rapporto personale e il rilievo politico avuto nella storia dell’Msi e nella formazione culturale delle classi dirigenti della destra italiana”. Il presidente della Fondazione Tricoli si sofferma poi sul rapporto tra il padre Giuseppe e Pino Rauti: “Sono sempre stati su posizioni diverse, se non opposte, all’interno dell’Msi: la forza del pensiero della destra però era proprio questa dialettica fatta di confronto e di scontro all’interno dei congressi, ma con uno spessore politico e culturale che oggi stento a vedere nei congressi e nei dibattiti dei partiti attuali; il tutto alla fine raggiungeva una sintesi politica che si trasformava in grandi idee, che ancora oggi resistono. Pino Rauti ha avuto la grande capacità di anticipare la questione migratoria e l’islamizzazione della società: fino a cinquant’anni fa era scarsamente immaginabile, oggi è una realtà con cui ci confrontiamo quotidianamente con tutte le ricadute che conosciamo sui piani della sicurezza, della scuola e del lavoro. Il mio ricordo è quello di una contrapposizione, da cui sono usciti fuori idee, progetti e visioni del mondo di uno spessore culturale e intellettuale oggi difficilmente reperibile in politica”.
Nel tracciare un profilo di Pino Rauti, Cannella lo definisce “un personaggio contemporaneo: la sua cifra culturale è quella di un pensatore, un ideologo e un intellettuale che in anni passati aveva già intravisto le insidie della nostra contemporaneità attraverso lo studio dei temi etici ed ecologici e dei flussi migratori. In anni che sembravano lontani dai problemi attuali aveva già individuato gli aspetti su cui la politica doveva interrogarsi e trovare soluzioni: ha offerto analisi e soluzioni a problemi che non hanno una connotazione politica, ma riguardano l’intero paese”.
Gli fa eco Varchi, secondo cui l’ex esponente dell’Msi “rappresenta un unicum nel panorama politico italiano: è riuscito a passare alla storia non solo per le azioni, ma per le sue idee. Credo che questa sia la cifra più importante della sua vita e della carriera politica, nonché quello che oggi celebriamo davvero: le sue idee ci pongono ancora di fronte a interrogativi sulla vera visione della politica. Europa e Mediterraneo erano presenti nel suo agire e nel suo ideale, oggi proviamo a declinarli anche in Sicilia e a Palermo: le sue battaglie erano l’ambiente e un’economia e che mettesse al centro l’uomo e non i consumi; sono battaglie ancora attuali, a dimostrazione che devono essere le idee a muovere la politica e non il contrario. È un personaggio ancora molto contemporaneo: quello che ha scritto e gli interrogativi che ha posto sul ruolo dell’uomo all’interno della società sono oggi più vivi che mai. La politica deve avere il coraggio di anteporre la visione ai temi quotidiani, all’ordinaria amministrazione, ai dibattiti da retrobottega, alle candidature: Pino Rauti su questo è stato il maestro”.
Da ‘rautiano’ della prima ora, Russo evidenzia come “appartengo a una generazione in cui lui lanciò la sua sfida per conquistare la segreteria dell’Msi dopo la fine dell’almirantismo: per me Rauti è arrivato nel momento in cui sono entrato in politica, seguendo una persona già anziana ma che per noi giovani aveva una visione estremamente lungimirante e contemporanea. Ci ha insegnato un metodo: la politica è ricerca del cambiamento seguendo non necessariamente le mode o il compromesso, ma il sogno. Questo può avvenire attraverso lo studio e la proposizione politica: lo stiamo declinando attualmente, è stato tra i precursori di un pensiero che ha consentito alla destra italiana di andare al governo”.



