Un’evasione durata pochissimo e sventata grazie alla pronta reazione degli agenti. Nelle prime ore della notte, un recluso di nazionalità straniera è riuscito a scappare dal carcere Pietro Cerulli di Trapani, ma la sua fuga è stata immediatamente interrotta dal tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria. A dare notizia dell’accaduto è Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo Nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria e leader regionale del settore in Sicilia, che ha elogiato il lavoro degli agenti evidenziando come l’evaso sia stato ripreso subito grazie al grande spiegamento di forze messo in campo dal personale dell’istituto trapanese. Sebbene la dinamica esatta dell’episodio sia ancora in corso di accertamento, la fuga pare sia avvenuta dal reparto “Mediterraneo”, un’area dell’istituto di cui il sindacato chiede da anni la chiusura definitiva a causa dello stato di grave fatiscenza e delle evidenti falle strutturali. Criticità che la stessa UIL ha già documentato con materiale fotografico consegnato direttamente al Vice Capo del DAP, Massimo Parisi. L’episodio riaccende così i riflettori sulle criticità storiche del Pietro Cerulli, che sconta le conseguenze dell’ampliamento della propria capienza detentiva, passata nel tempo da 358 a 555 posti, a fronte di una popolazione detenuta che oggi conta circa 570 presenze. L’organico complessivo della Polizia Penitenziaria è però di appena 220 unità, un numero che nella realtà operativa si riduce ulteriormente. Sottraendo i ventisette agenti impegnati nel Nucleo Traduzioni e Piantonamento e gli ottanta impiegati negli uffici, restano appena novanta poliziotti a dover garantire la sicurezza e la sorveglianza diretta sull’intera struttura e sui 570 reclusi nell’arco delle ventiquattro ore.
INTERVISTA- Trapani, evasione dal carcere Pietro Cerulli: cattura lampo della Polizia Penitenziaria. La UIL denuncia: “Organici all’osso e strutture fatiscenti”
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