Momenti di alta tensione all’interno della casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani, dove è in corso una protesta organizzata da un numero al momento imprecisato di detenuti. A darne notizia è la UIL FP Polizia Penitenziaria, che segnala una situazione di forte criticità, pur specificando che le motivazioni alla base dei disordini non sono ancora note.
Per far fronte all’emergenza e contenere i disordini, la direzione dell’istituto ha disposto il richiamo straordinario in servizio di tutto il personale del reparto. Contestualmente, è stata allertata la Prefettura di Trapani per assicurare il presidio e il controllo del perimetro esterno della struttura. Sul piano regionale, il Provveditorato della Sicilia ha immediatamente attivato il protocollo operativo d’emergenza, inviando a supporto degli agenti locali diverse unità di Polizia Penitenziaria provenienti da altre sedi.
Secondo quanto dichiarato da Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo Nazionale della UIL FP Polizia Penitenziaria, l’evento critico si sta consumando all’interno del Reparto Mediterraneo. Si tratta di un’ala dell’istituto per la quale il sindacato ha sollecitato a più riprese la chiusura, denunciando da tempo sia la totale mancanza di salubrità degli ambienti, sia un’estrema vetustà che ne compromette la tenuta e la sicurezza.
A rendere ancora più complessa la gestione dell’istituto trapanese è la grave carenza di organico. A fronte di una popolazione di circa 570 detenuti attualmente presenti, la struttura conta infatti soltanto 220 unità di Polizia Penitenziaria complessive. Di questo personale, 27 agenti operano nel Nucleo Traduzioni e Piantonamento e 80 sono impiegati nelle mansioni d’ufficio; di conseguenza, rimangono appena 70 poliziotti a presidiare l’intera struttura nell’arco delle 24 ore, evidenziando uno squilibrio strutturale tra il numero degli agenti in servizio e quello dei reclusi.
Tensione al carcere Pietro Cerulli di Trapani: scatta la protesta dei detenuti nel Reparto Mediterraneo, allertata la Prefettura
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