latr315 marzo 20191min28

Palermo, 15 mar. (AdnKronos) – I Finanzieri Gruppo di Palermo hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso in via di urgenza dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di 7 persone fisiche, tra le quali figura Riccardo Savona, Presidente della Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana, nonché di 8 associazioni, per un importo di circa 800 mila euro, “indebitamente sottratti al bilancio regionale e comunitario”. Le indagini “hanno permesso di rilevare che varie associazioni riconducibili al politico siano state destinatarie di numerosi finanziamenti per piani di formazione professionale negli ultimi 15 anni”.

L’elaborazione della documentazione acquisita presso vari Assessorati della Regione Siciliana, unitamente ai riscontri sul territorio e all’audizione di oltre 50 persone a vario titolo coinvolti nella realizzazione di progetti, “ha messo in luce l’esistenza di un’articolata associazione che, dal 2012 ad oggi, ha frodato il bilancio regionale e comunitario attraverso un reiterato modus operandi posto in essere attraverso l’utilizzo di documenti falsi, furti di identità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, avente come unica finalità quella di “bypassare” i controlli degli enti pubblici per l’ottenimento del contributo economico”.

Segnalati all’Autorità Giudiziaria 11 persone che dovranno rispondere, tra l’altro, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le Fiamme Gialle hanno perquisito le abitazioni delle persone coinvolte, compresa la segreteria politica dell’onorevole, “per reperire documentazione relativa ad ulteriori finanziamenti ottenuti”.

latr315 marzo 20191min31

Palermo, 15 mar. (AdnKronos) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e della Compagnia di Mazara, hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica -DDA- di Palermo, altri due indagati nell’ambito dell’operazione Mafia bet che il 22 febbraio scorso ha condotto al fermo di indiziato di delitto di Calogero Jonn Luppino, Salvatore Giorgi e Francesco Catalanotto. Si tratta di Giacomo Bafrbera e di Paolo De Santo, entrambi di Campobello. Le ulteriori indagini dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore Aggiunto Paolo Guido e dai pm Gianluca De Leo e Francesca Dessì “hanno permesso di accertare che i due arrestati avevano aiutato Luppino ad eludere le indagini dei Carabinieri”.

Barbera già condannato definitivamente per il tentato omicidio del capo famiglia di Campobello di Mazara, Nuncio Spezia, su ordine dell’anziano capo mafia Natale Ala, quest’ultimo assassinato nel 1990, era uomo a disposizione della consorteria mafiosa di Campobello di Mazara. Egli in particolare, su incarico di Luppino provvedeva ad una “bonifica” degli uffici di Luppino alla ricerca di microspie. La sua disponibilità era stata retribuita attraverso la dazione di una consistente somma di denaro, date le difficoltà economiche in cui versava e che erano state rappresentate a Luppino dallo zio Salvatore Giorgi.

Luppino “anche in quell’occasione dimostrava di saper creare intorno a se’ una cerchia di sodali, pronti a soddisfare ogni sua richiesta, coma appunto Barbera che, secondo lo stesso Luppino era “a disposizione di qualsiasi cosa”, dicono gli inquirenti.

latr315 marzo 20191min25

Palermo, 15 mar. (AdnKronos) – La Procura di Termini Imerese (Palermo) ha chiuso la maxi inchiesta sul voto di scambio che coinvolge politici ed ex potenti che adesso rischiano il processo. Sono 96 gli indagati e 71 i capi d’imputazione. Coinvolti, tra gli altri, l’assessore regionale siciliano al Territorio, Salvatore Cordaro; l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro ma anche Alessandro Aricò, capogruppo del movimento ‘Diventerà bellissima’. E ancora: il deputato leghista Alessandro Pagano e l’ex deputato, sempre leghista, Salvino Caputo. Le ipotesi principali sono di voto di scambio, con promesse elettorali di assunzioni, superamento di esami di maturità, ammissione in scuole di specializzazione, appalti assegnati a imprese di comodo presso cui far lavorare elettori. Secondo i magistrati il sistema di scambio di voti sarebbe stato messo su per condizionare due competizioni elettorali, cioè le regionali del 2017 e le comunali di Termini Imerese. L’indagine era stata avviata due anni fa dopo il caso Caputo, quando vennero indagati i fratelli Salvino e Mario Caputo. Quest’ultimo sarebbe stato candidato al posto del fratello, che non poteva candidarsi dopo la condanna per abuso d’ufficio. Cuffaro, invece, è accusato di corruzione elettorale in concorso con Filippo Maria Tripoli.

latr315 marzo 20191min19

Palermo, 15 mar. (AdnKronos) – Si concluderà oggi a Palermo, allo Spazio Tre Navate dei Cantieri culturali alla Zisa, alle ore 10, il tour siciliano della conferenza-spettacolo “Rifiutopoli. Veleni ed antidoti” vede i testi scritti e narrati da Enrico Fontana – giornalista, membro della Segreteria Nazionale di Legambiente – mescolarsi alle macchie di colore che l’artista Vito Baroncini posa sul piano della sua lavagna luminosa e sovrappone alle immagini che scorrono contemporaneamente in video. La narrazione scorre su più piani, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, il traffico sempre più internazionale e legato alle dinamiche della globalizzazione, e ancora le vittime innocenti dell’ecomafia.

La conferenza spettacolo ha una durata di 50 minuti circa, cui seguirà un dialogo tra lo stesso Enrico Fontana e gli studenti sul significato di “ecomafia”, sui crimini ambientali e la lotta per la legalità in campo ambientale, sulla sostenibilità e la responsabilità dei nostri comportamenti per un futuro ecosostenibile, dai rifiuti abbandonati al marine litter, sulle scelte virtuose e i benefici che generano, dalla raccolta differenziata al riciclo, su cosa significa “economia circolare”.

latr315 marzo 20191min21

Palermo, 15 mar. (AdnKronos) – Notte di interrogatori nei locali della Squadra mobile di Palermo dove sono state ascoltate diverse persone dopo il duplice omicidio dello Zen avvenuto ieri sera in via Rocky Marciano. Le vittime sono il cinquantenne Antonino Lupo e il figlio Giacomo di 19 anni, uccisi poco dopo le 19 a colpi di pistola. I due avrebbero visto in faccia il loro assassino. L’indagine è coordinata dal Procuratore aggiunto Ennio Petrigni.


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