
PALERMO (ITALPRESS) – Il credito in Sicilia non è più soltanto ossigeno per reggere emergenze, costi elevati e incertezze. Sta tornando a essere, per una parte crescente del sistema produttivo, una leva per investire, innovare e competere. È questo il cambio di passo che – in una intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore – Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit, legge nel rapporto tra imprese e banche in una fase segnata da instabilità geopolitica, inflazione e volatilità dei mercati. “Partiamo dalla considerazione che instabilità del contesto geopolitico, shock energetico e inflazione hanno certamente un impatto sulle prospettive di investimento delle imprese”, spiega Malandrino.
“Nonostante questo, secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2025 i prestiti bancari in Sicilia sono aumentati del 2,7% rispetto all’anno precedente, con una crescita più marcata per le imprese, che segna un +3,8%”. Un andamento che UniCredit registra anche nei propri numeri regionali. “Nel 2025 abbiamo concesso in Sicilia nuovi finanziamenti per circa 1,6 miliardi, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, di cui oltre 800 milioni di euro alle imprese”, sottolinea il manager.
“E questo trend positivo continua anche nel primo trimestre del 2026, con nuove erogazioni per circa 630 milioni, di cui 400 milioni alle imprese, pari a +43% rispetto allo stesso periodo del 2025″. La fotografia dell’istituto racconta un sistema produttivo ancora prudente, ma non fermo. Le imprese si muovono “in un delicato equilibrio tra esigenze di breve periodo e prospettive di sviluppo”, mantenendo una componente di domanda legata alla liquidità. Ma il dato nuovo, per Malandrino, è un altro: “Il credito per le imprese siciliane torna a essere una leva di sviluppo e non solo uno strumento per affrontare difficoltà contingenti”. I settori più dinamici in Sicilia sono il turismo, l’agroalimentare, l’energia, la logistica e il digitale.
– Foto ufficio stampa UniCredit –
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