L’interporto è il luogo di scambio di merci tra il ferro e la gomma o il mare, dove c’è un porto. Dopo trent’anni, gli interporti italiani diventano obbiettivo strategico della politica nazionale con nuovi fondi che consentono un impegno verso la transizione green ed una integrazione sociale. E, a Palermo, durante la quinta edizione dell’incontro annuale di Uir, Unione Interporti Riuniti delle 24 realtà italiane di logistica e trasporto intermodale (strada, ferrovia, mare), che si è svolto al San Paolo Palace, è stato firmato il protocollo di intesa tra il presidente di Uir, Gianpaolo Serpagli e Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo Mediterraneo. L’accordo con l’organismo governativo impegnato sui temi della sostenibilità e dell’innovazione, consentirà la valorizzazione delle aree interportuali, l’integrazione sociale con le città, l’efficientamento energetico con pannelli solari, riduzione di emissioni CO2 e la conseguente decarbonizzazione. Ad ospitare l’incontro è stata la Società degli Interporti Siciliani, presieduta dall’avvocato Michele Pivetti Gagliardi che gestisce gli interporti di Catania-Bicocca e Termini Imerese. Presenti, tra gli altri, il deputato nazionale Carolina Varchi, l’assessore della Regione Siciliana alla Mobilità, Alessandro Aricò, per il ministero, il direttore generale del MIT per i porti, la logistica e l’intermodalità, Donato Liguori e il presidente dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, Sabrina De Filippis, amministratore delegato FS Logistix e Dario Lo Bosco, amministratore delegato di Fs Engineering.
“Per il futuro del settore – ha spiegato il presidente di Uir, Giampaolo Serpagli – è necessario finalizzare i 25 milioni di euro che ha stanziato la nuova Legge quadro 177 del 2025, che ha sostituito e abrogato la 240 del 1990 che ha fondato gli interporti. Finalmente, dopo trent’anni, questa la legge ha visto la luce e questo ci permette di vivere un periodo di crescita importante e di evoluzione”. “La sfida degli interporti in Sicilia – ha commentato Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno – è nevralgica per il nostro futuro perché lo spostamento, anche per ragioni geopolitiche, del baricentro mondiale verso sud, fa sì che la Sicilia sia naturalmente per vocazione una piattaforma logistica strategica. Per questo motivo nell’accordo di coesione siglato da Giorgia Meloni e Renato Schifani c’è un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell’interporto di Termini Imerese che permetterà alla Sicilia di diventare l’hub logistico del Mediterraneo”. “Grazie al Governo Meloni in sinergia con il governo Schifani – ha commentato l’assessore regionale alla Mobilità, Alessandro Aricò – si stanno investendo oltre 17 miliardi nelle linee ferroviarie. Con gli FSC, Fondi di Coesione 2021-2027 sono stati stanziati 30 milioni per l’interporto di Termini Imerese che si aggiungono ai 15 milioni sbloccati per la viabilità e il collegamento con il porto. L’interporto di Termini e l’interporto di Catania saranno fondamentali per ridefinire la interconnettività tra la Sicilia orientale e la Sicilia occidentale. Abbiamo investito sul rilancio della Società degli Interporti Siciliani, anche attraverso nuovi asset come l’autoporto di Vittoria, al quale sarà collegato un grande progetto voluto dal governo regionale, la realizzazione dell’area cargo di Comiso”.”Gli interporti siciliani negli ultimi mesi hanno avuto un’importante accelerazione – ha commentato il presidente della Sis, Michele Pivetti Gagliardi – grazie soprattutto agli investimenti che il governo nazionale e quello siciliano hanno fatto per il settore. Per l’interporto di Termini Imerese, ad esempio, dopo anni di blocco è effettivamente partito il cantiere del sottopassaggio. Anche per le nostre realtà di Termini e Catania, abbiamo previsto una svolta ecologica con l’istallazione di pannelli fotovoltaici per l’autosufficienza energetica”.



