Fa discutere la decisione dell’Amministrazione comunale di Marsala di procedere alla rimozione delle panchine da Piazza Matteotti, un provvedimento pensato per arginare il fenomeno del bivacco, ma giudicato dal Movimento politico “Lilibeo Viva” come una scelta miope, che penalizza l’intera collettività senza risolvere le reali criticità del territorio. Nel comunicato diffuso dal coordinamento, il Movimento non usa mezzi termini e definisce la misura adottata non una soluzione, bensì una vera e propria resa. Il cuore della critica mossa risiede nel metodo e nelle conseguenze pratiche del provvedimento, poiché privare la piazza delle sedute significa colpire indiscriminatamente la vivibilità urbana, sottraendo uno spazio fondamentale di socialità, riposo e aggregazione a famiglie, anziani, giovani e turisti.
Pur riconoscendo l’esistenza di un problema reale legato alla presenza di persone in condizioni di marginalità e a una percezione di insicurezza avvertita nella zona, il Movimento sottolinea come la rimozione dell’arredo urbano costituisca soltanto una scorciatoia di facciata. Secondo “Lilibeo Viva”, infatti, il degrado e l’isolamento sociale non si combattono eliminando le panchine, ma attraverso interventi strutturali e politiche attive basate su tre direttrici principali, che comprendono un controllo effettivo del territorio tramite una presenza più capillare e costante delle Forze dell’ordine e della polizia municipale, l’attivazione di servizi di mediazione sociale dedicati alla gestione delle fragilità e alla prevenzione delle tensioni, e infine la promozione di eventi, attività culturali e presìdi sociali per mantenere gli spazi pubblici vivi e frequentati.
La nota si conclude con una richiesta esplicita all’Amministrazione comunale affinché riveda la decisione, ripristini le panchine in Piazza Matteotti e apra urgentemente un tavolo di confronto che coinvolga forze dell’ordine, commercianti locali e realtà del terzo settore, con l’obiettivo dichiarato di costruire risposte che siano al tempo stesso efficaci, umane e all’altezza di una città civile.





