sabato 6 Giugno 2026

Alcamo, un bene confiscato alla mafia rinasce per il sociale: l’immobile di via del Carroccio alla cooperativa Trinacria Elix

Un simbolo dell’illegalità che si trasforma in presidio di coesione sociale. Il Comune di Alcamo ha ufficializzato nei giorni scorsi l’assegnazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, situato in via del Carroccio, che d’ora in avanti sarà gestito dalla Cooperativa Sociale Trinacria Elix.
L’affidamento è il risultato di un preciso iter amministrativo: nei mesi scorsi, l’Amministrazione comunale aveva pubblicato un avviso pubblico volto a individuare un organismo del terzo settore in grado di valorizzare l’immobile confiscato attraverso finalità di utilità sociale. Al termine delle procedure di valutazione e in seguito alla graduatoria di merito, la Cooperativa Trinacria Elix è risultata la realtà idonea a ricevere la gestione del bene, avendo risposto positivamente a tutti i requisiti richiesti dal bando.
L’iniziativa rappresenta un tassello importante nella strategia di riuso del patrimonio confiscato sul territorio. L’assessore alla gestione e valorizzazione dei beni confiscati, *Vito Lombardo*, ha sottolineato il valore simbolico e concreto di questa operazione:
> “Lo scopo primario della convenzione è restituire alla comunità una risorsa che era stata sottratta illecitamente. Grazie al Codice Antimafia, trasformiamo un bene confiscato in un servizio per la cittadinanza, sviluppando un modello socialmente responsabile che unisce la legalità al raggiungimento di obiettivi concreti per il nostro territorio”.
L’assegnazione alla Cooperativa Trinacria Elix avverrà a titolo gratuito per un periodo di *9 anni*. La convenzione prevede una clausola di salvaguardia per l’Amministrazione comunale: sarà infatti possibile richiedere un unico rinnovo alla scadenza, ma solo dopo una valutazione rigorosa da parte degli uffici tecnici. A essere passati al setaccio saranno non solo lo stato di manutenzione dell’immobile, ma soprattutto gli esiti dell’azione sociale svolta dall’assegnatario e la sostenibilità economica del progetto nel lungo periodo.
Con questa assegnazione, il Comune di Alcamo conferma la volontà di non limitarsi alla mera confisca, ma di investire nella gestione attiva dei beni sottratti alla mafia, trasformandoli in punti di riferimento per le attività sociali della cittadinanza.

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