martedì 7 Luglio 2026

Università di Palermo, il bilancio 2025 si chiude con un utile di 10,3 milioni

Università di Palermo, il bilancio 2025 si chiude con un utile di 10,3 milioni

PALERMO (ITALPRESS) – Si chiude con un utile di 10,3 milioni di euro il bilancio 2025 dell’Università di Palermo, un segno più fondamentale per trainare verso nuovi investimenti: è questo il dato principale che emerge dalla conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo Steri dal rettore Massimo Midiri. Tali numeri confermano il trend di crescita a 360 gradi dell’ateneo, dalle immatricolazioni all’attrazione di nuove risorse fino alla promozione di progetti e politiche di sviluppo nella didattica, nella ricerca e nelle infrastrutture. L’utile del bilancio 2025 costituisce un netto balzo in avanti rispetto all’anno precedente, chiuso con +2,7 milioni di euro.

Nell’anno accademico 2025/26 le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale e magistrale hanno raggiunto le 11.821 unità, consolidando un trend che nell’ultimo quadriennio ha visto le iscrizioni aumentare del 10,5%: significativa nel medesimo periodo la crescita degli studenti stranieri, attestatasi al +54,3%. Per quanto riguarda gli investimenti futuri, il primo aspetto cui l’ateneo dedica la sua attenzione è l’edilizia, fondamentale per implementare la qualità della didattica e della vita universitaria: l’obiettivo è realizzare nuovi spazi destinati agli studenti con l’aggiunta di nuove aule (per un totale di tremila posti a disposizione degli studenti), aree studi e luoghi di co-working nel campus di viale delle Scienze. Si punta, in particolare, alla realizzazione di una nuova struttura che replichi il modello dell’edificio 19 e ne costituisca in un certo senso la prosecuzione: essa infatti dovrebbe sorgere nel parcheggio adiacente all’edificio 19 stesso.

Uguale attenzione verrà dedicata all’efficientamento del patrimonio edilizio e alla valorizzazione del patrimonio storico-monumentale: tra gli interventi in programma la realizzazione del Museo delle Scienze nel complesso di via Lincoln, il ripristino integrale dell’antico giardino di Palazzo Steri e la riqualificazione delle aree esterne al medesimo edificio, ma anche il completamento degli interventi sull’ex Convento della Martorana, sull’ex Convento dei Teatini e sugli edifici storici di via Archirafi. Ulteriori risorse deriveranno dal potenziamento delle infrastrutture di ricerca, attraverso i numerosi progetti finanziati dall’ateneo. L’appuntamento odierno ha inoltre permesso all’Università di illustrare i traguardi raggiunti sul Pnrr, con una capacità di spesa del 98% che colloca Palermo ai primi posti tra gli atenei italiani: il completamento delle attività ha generato un ulteriore profitto di 15 milioni di euro, attualmente soggetti alle verifiche del ministero dell’Università prima della definitiva erogazione.

In un anno abbiamo quadruplicato l’utile di bilancio – sottolinea Midiri Le motivazioni stanno nel recupero che avevamo avuto nel 2024 con i tagli dei Fondi di finanziamento ordinario e nelle politiche prudenziali che abbiamo tenuto. L’obiettivo ora è coniugare la logica del risparmio e della protezione dei conti con investimenti e possibilità di utilizzare questo denaro come leva di sviluppo per il futuro: abbiamo in campo progettazioni molto avanzate che riguardano in particolare i laboratori di ricerca, ma c’è anche l’idea di avviare un mutuo che permetta di creare tremila nuovi posti nelle aule. Vogliamo aumentare questo senso di appartenenza nei confronti dell’Università, che si traduce nel concetto di ‘restanza’: siamo forse il principale attore di questa in Sicilia, dobbiamo lavorare tutti insieme per invertire il trend e creare fiducia nei ragazzi e sicurezza nelle loro famiglie”. Il rettore si sofferma poi sui pilastri fondamentali dell’ateneo, a partire dalla Terza missione: “Attueremo un potenziamento degli uffici, con reclutamento di personale dedicato e investimenti che toccano vari aspetti della vita accademica e sociale della città. Altrettanto importanti sono il trasferimento tecnologico, che deve essere comunicato, divulgato e trasmesso alle imprese perché ne facciano uso giornaliero, e il potenziamento del coinvolgimento cittadino in varie iniziative nei locali del nostro ateneo: vogliamo partire dai più piccoli, sono convinto che i veri cambiamenti riusciremo a farli se li convinceremo su un cambio di paradigma riguardo alla sostenibilità ambientale, all’ecologia e al rispetto dell’ambiente”.

Dopo cinque anni di mandato, afferma il prorettore vicario Enrico Napoli, “gran parte dell’attività è stata portata avanti, il programma che il rettore aveva presentato all’inizio della sua candidatura è stato in larga parte portato a compimento: questi risultati hanno permesso all’ateneo di avere una crescita reputazionale significativa, attestata da tantissimi indicatori. Il Pnrr è stato un’occasione importante che l’ateneo ha saputo cogliere in modo particolarmente positivo, facendo da capofila o partner in alcuni progetti importanti da cui siamo riusciti a ottenere il finanziamento e realizzare investimenti significativi, che hanno rafforzato la nostra capacità di ricerca e la modernità dei laboratori”. In un territorio come quello siciliano, aggiunge Napoli, “l’Università deve essere un traino dal punto di vista culturale, sociale, dello sviluppo tecnologico e della creazione di nuova impresa. Il passaggio dalla triennale alla magistrale è fortemente aumentato e la percentuale di studenti che rimangono qui è molto più alta: questo sicuramente è legato a un problema economico, ma c’è anche una capacità di attrazione dell’ateneo e una reputazione che è cresciuta; gli studenti sono ormai consapevoli che continuare il loro percorso qui non è per nulla limitante e Palermo è una validissima alternativa. L’intelligenza artificiale ha cambiato completamente il nostro modo di fare didattica e ricerca e l’organizzazione della nostra amministrazione: gli studenti che entrano oggi andranno formati per un mondo del lavoro in cui verrà utilizzata in misura importante”.

– foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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