venerdì 10 Luglio 2026

INTERVISTA – Libero Consorzio di Trapani, bretella Birgi-Mazara.Il presidente Quinci:”Il progetto tecnico c’è, ma ora serve un gioco di squadra per recuperare i 199 milioni”

Il progetto tecnico è ormai alle battute finali, ma per vedere nascere la Bretella autostradale Birgi-Mazara del Vallo serve adesso una forte spinta politica e istituzionale. È questo il messaggio perentorio lanciato da Salvatore Quinci, Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, a margine di un incontro a Palazzo Riccio di Morana con i vertici territoriali di ANAS, rappresentati dall’ingegnere Nicola Montesano e dal dirigente Nicola Russo. Al centro del tavolo c’era il futuro della variante alla S.S. 115, un’infrastruttura considerata vitale per il rilancio economico, produttivo e turistico dell’intera provincia trapanese.
Sul fronte procedurale, i binari si muovono secondo i piani normativi. Il progetto del primo stralcio dell’opera, che attualmente risulta commissariata, è stato completato e trasmesso alla Commissione nazionale tecnica per le verifiche di Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica. L’ANAS ha già fornito le integrazioni documentali richieste dai tecnici ministeriali e, una volta conclusa questa fase, l’ente stradale indirà la Conferenza di Servizio per chiudere definitivamente l’iter e procedere verso l’affidamento tramite appalto integrato.
Se la macchina tecnica corre, quella finanziaria è invece ferma al palo. Il vero nodo strategico resta il recupero delle risorse, dato che nel 2021 la Regione Siciliana ha comunicato il definanziamento integrale dell’intervento, inizialmente previsto con i fondi CIPE. Oggi, per realizzare l’opera, serve un investimento imponente di 199 milioni di euro.
Per questa ragione Quinci ha chiesto la massima compattezza da parte di tutta la classe dirigente, sottolineando come la Bretella sia un punto focale del Piano Strategico per lo sviluppo locale. L’obiettivo del Presidente del Libero Consorzio è far sentire una voce unica e forte sia nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia verso la stessa Regione Siciliana, affinché si sblocchino i finanziamenti necessari. Senza infrastrutture concrete, ha concluso Quinci, non può esserci una reale opportunità di sviluppo e di crescita per l’intera comunità.

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