Non è più sufficiente una semplice opposizione di facciata. Per voltare pagina in Sicilia serve una proposta alternativa e un modello di governo radicalmente diverso rispetto a quello guidato dal centrodestra. È questo il messaggio lanciato da Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, a margine della manifestazione organizzata a Palermo, sul palco del Politeama, dal leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca.
Al centro dell’intervento di Barbagallo c’è la totale condivisione degli attacchi sferrati da De Luca all’indirizzo del Presidente della Regione, Renato Schifani, e alla gestione della macchina amministrativa dell’isola. Il segretario dem ha tracciato un bilancio durissimo, parlando apertamente di un fallimento strutturale dell’esecutivo in carica, segnato da arresti, indagati e corruzione a ogni livello, ma anche da liste d’attesa irrisolte, una sanità pubblica svilita e la totale assenza di riforme degne di questo nome.
Barbagallo si è detto inoltre profondamente colpito dal duplice atteggiamento mostrato dagli esponenti della maggioranza. Da un lato, ha stigmatizzato la strenua difesa d’ufficio da parte dei rappresentanti del centrodestra presenti, accusati di proteggere lo status quo per il mero interesse del mantenimento della poltrona anche davanti a episodi di estrema gravità. Dall’altro lato, il segretario del PD ha espresso forte sconcerto per l’assenza di un dibattito interno alla coalizione di governo sui temi caldi della giustizia, denunciando un silenzio assoluto e una reazione da encefalogramma piatto sulla questione etica, morale e della legalità, persino di fronte alla proiezione di un video con le storiche dichiarazioni di Pio La Torre.
L’affondo finale assume una forte valenza simbolica e si lega alla memoria storica dell’isola. Secondo Barbagallo, la mancanza di risposte concrete e il silenzio della maggioranza sui temi della trasparenza risultano ancora più ingiustificabili in queste giornate, proprio mentre la Sicilia si accinge a commemorare il doloroso anniversario della strage di via D’Amelio.





