giovedì 13 Agosto 2026

La Piana (Cisl) “Per la Sicilia la priorità sono gli investimenti e un lavoro di qualità”

La Piana (Cisl) “Per la Sicilia la priorità sono gli investimenti e un lavoro di qualità”

PALERMO (ITALPRESS) – Dal lavoro alla sanità, dall’eredità del Pnrr ai rifiuti fino alla gestione delle infrastrutture: in vista dell’ultimo anno di legislatura regionale in Sicilia sono tanti i fronti aperti su cui secondo la Cisl è fondamentale intervenire. Il segretario generale della Cisl Sicilia Leonardo La Piana in un’intervista all’Italpress fa il punto sulle proposte del sindacato.

“Noi abbiamo continuato a chiedere che si possano fare cose utili per i siciliani – sottolinea La Piana -. Non mance elettorali, non situazioni che risolvano problemi non strutturali, ma ci aspettiamo che il governo regionale proceda rispetto al tema complessivo degli investimenti, e che si possa creare quel lavoro di qualità che rappresenta la vera esigenza dei siciliani. Gli investimenti per noi non si possono più misurare sulla base della quantità di risorse spese: è arrivato il momento di misurarli in relazione a come è migliorata la qualità di vita dei cittadini, in particolare per quanto riguarda la soddisfazione dei bisogni e il lavoro di qualità. Su questo crediamo che ci sia ancora tanto da fare e ci auguriamo che si possa andare in questa direzione, anche se le premesse non ci lasciano realmente soddisfatti”. 

Guardando agli interventi più imminenti, aggiunge: “La priorità è capire cosa fare dopo il Pnrr: la scadenza ha sancito che non si è riusciti a spendere tutto e sono venute a galla tante problematiche, a cominciare dal fatto che le riforme tanto auspicate a partire da quella della pubblica amministrazione non sono avvenute; la scelta è se limitarsi a commentare i dati e dire che tutto questo non è andato oppure ragionare su un piano condiviso rispetto agli investimenti post Pnrr, che metta insieme risorse e priorità per garantire lavoro di qualità e permanenza dei giovani in Sicilia”.

Altro tema forte, secondo La Piana, “è quello della sanità: occorre capire se quella territoriale, con le case di comunità, è una chimera fatta di luoghi che rimarranno vuoti o se realmente si va verso la direzione giusta. I mesi che ci porteranno a fine legislatura ci devono dare l’idea di quello che sarà il percorso: per il momento è tutto rimasto fermo rispetto agli obiettivi da realizzare. Altrettanto forte è il tema dei rifiuti, con l’arrivo dei termovalorizzatori che segna un nuovo modo di affrontare la questione da parte della Regione, e quello dell’acqua, con la proposta di riforma che sta partendo: c’è ancora un anno, ma alcuni temi fondamentali che riguardano la nostra terra sono rimasti irrisolti”.

Il segretario generale della Cisl Sicilia si sofferma poi sulle infrastrutture, facendo riferimento “non solo a quelle materiali, come le strade, ma anche alle digitali: in un contesto in cui la prospettiva è volere che i giovani rimangano dobbiamo essere attrattivi come Sicilia, quindi è necessario utilizzare al meglio tutte le risorse previste e avere una grande attenzione verso le nostre aree interne, per intercettare i fenomeni di sviluppo locale”. 

“A questo si aggiunge il tema dell’intelligenza artificiale: riteniamo che la Sicilia, essendo un crocevia del Mediterraneo, abbia la grande opportunità di essere un hub formativo per tutti i paesi dell’area – spiega il leader sindacale -. Avevamo pensato che questo punto di riferimento potesse essere Castello Utveggio e in tal senso è stata esaminata una proposta di legge, ma va in cortocircuito con la destinazione che ne ha fatto il presidente della Regione: quello che vogliamo sapere, a prescindere dalla destinazione, è se la Sicilia sia realmente interessata a diventare un hub per l’intelligenza artificiale perché altrimenti è difficile coniugare ‘restanza’ dei giovani, infrastrutture e sviluppo delle aree interne”.

L’ultima riflessione di La Piana è dedicata alle strategie per trattenere i giovani sull’isola: “Guardando i dati dell’Inps, notavo come in Sicilia sono aumentati i posti di lavoro tecnicamente definiti come a basso valore aggiunto: se vogliamo intercettare coloro che vanno via dovremo destinare un pezzo delle nostre risorse verso altri lidi, altrimenti ci ritroveremo in una situazione in cui le persone non restano perché non ci sono infrastrutture e il tessuto produttivo siciliano è fatto di piccole e medie imprese che, quando ci sono grandi appalti, si candidano a essere subappaltatori piuttosto che appaltatori. Questo determina una situazione di forte disagio, per i giovani ma anche per i meno giovani, e vedere ancora troppi morti sul lavoro ci dà l’idea di un percorso che ancora deve svilupparsi”.

-Foto ufficio stampa Cisl Sicilia-
(ITALPRESS).

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