lunedì 17 Agosto 2026

Emergenza Etna e trasporti, Tomarchio (Forza Italia): “Il miliardo fermo per il Ponte sia usato subito per strade, ferrovie e aeroporti”

Di fronte alla recente paralisi dell’aeroporto di Catania causata dall’attività eruttiva dell’Etna, il deputato regionale di Forza Italia Salvo Tomarchio interviene con un appello al buonsenso, chiedendo di dirottare temporaneamente le risorse bloccate per il Ponte sullo Stretto sulle reali e immediate emergenze della viabilità siciliana.
“Tutti vogliamo il Ponte e faremo in modo che le risorse necessarie siano disponibili quando arriverà il momento. Ma oggi abbiamo un miliardo di euro fermi, bloccati da rilievi tecnici che non ci consentono di sapere se, e quando, i lavori partiranno.”
Secondo Tomarchio, la Sicilia vive quotidianamente in un cantiere aperto di criticità infrastrutturali: strade, autostrade, ferrovie e aeroporti mostrano tutte le loro fragilità durante le emergenze vulcaniche. La proposta è quella di utilizzare il miliardo di euro attualmente bloccato per interventi concreti e immediati finalizzati al potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, alla messa in sicurezza delle autostrade e all’ammodernamento delle linee interne di collegamento dell’isola.
“Non si tratta di essere contro una infrastruttura strategica come quella del Ponte sullo Stretto,” precisa il deputato, “ma di non sprecare tempo e risorse mentre aspettiamo. Quando saremo pronti ad avviare davvero i lavori, sono certo che le risorse saranno disponibili.”
In merito alle ipotesi avanzate in questi giorni di potenziare l’aeroporto di Comiso come alternativa a Catania o di costruire nuovi scali, Tomarchio le definisce soluzioni inutili, spiegando che con il vento la cenere può arrivare ovunque lungo la costa orientale e che si spenderebbero miliardi per avere lo stesso effetto.
Il governo regionale guidato da Renato Schifani ha già previsto 50 milioni di euro per Comiso, suddivisi in 30 milioni destinati a piste e parcheggi e 20 milioni per l’area cargo, considerati fatti concreti e rispondenti alle reali necessità del territorio. La vera prospettiva di sviluppo per l’isola, secondo l’esponente di Forza Italia, risiede in una rete ferroviaria e viaria rapida ed efficiente, capace di collegare ogni provincia a qualsiasi aeroporto, dalla costa est o da Agrigento verso Palermo e Trapani e viceversa, offrendo un’alternativa concreta quando l’Etna blocca i cieli.
Tomarchio respinge con fermezza le polemiche che hanno investito la SAC in questi giorni di caos e disagi per i passeggeri. Il deputato sottolinea che la società non chiude lo scalo per disorganizzazione, ma vi è obbligata da ENAC ed ENAV perché con la cenere nell’aria gli aerei non possono volare, precisando che non c’è alcun accumulo di cenere sulle piste ma che la sicurezza dei voli viene prima di tutto.
In merito ai problemi di informazioni frammentate, alla riprotezione dei passeggeri e all’organizzazione dei bus sostitutivi, Tomarchio ricorda che si tratta di competenze esclusive delle compagnie aeree e non della SAC, evidenziando come la società di gestione, la Regione e la Protezione Civile siano andate ben oltre i propri compiti per dare una mano. Gestire circa mille voli cancellati e oltre 40 mila persone al giorno rende impossibile l’esistenza di piste alternative o bus che bastino. “Ecco perché parlo di sciacallaggio e disonestà intellettuale,” conclude Tomarchio. “Nessuno, nelle condizioni attuali, avrebbe potuto fare diversamente o meglio di quanto fatto in queste ore da SAC.”

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