
PALERMO (ITALPRESS) – Prosegue nel segno di Gioachino Rossini la programmazione del Teatro Massimo di Palermo, che in questi giorni sta dedicando un vero e proprio focus al genio di Pesaro attraverso diversi linguaggi e spazi. In Sala Grande volgono al termine le recite della monumentale Semiramide e in Sala ONU continua fino alla fine del mese lo spettacolo Le nuvole di carta (ispirato proprio alle atmosfere rossiniane).
Adesso la stagione sinfonica propone un nuovo, prezioso tassello: giovedì 19 marzo alle 20.30, sarà la volta della Petite Messe Solennelle, presentata nella sua versione originale da camera. Scritta nel 1863, ben trentaquattro anni dopo l’addio di Rossini alle scene operistiche con il Guillaume Tell, la Petite Messe Solennelle è un’opera ricca di contrasti sin dal titolo.
“Piccola” per l’organico, ma “solenne” per l’architettura monumentale e l’ampiezza dell’ispirazione, è un viaggio spirituale che parte dal severo Kyrie iniziale per approdare al celebre e struggente Agnus Dei finale. Rossini, ormai lontano dalle scene teatrali da decenni, vi infuse tutto il suo sapere musicale.
Nella celebre dedica a Dio, così scriveva con il consueto spirito: “Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, ecco tutto”. Eppure, dietro questa apparente modestia, la Petite Messe rappresenta uno dei vertici della musica sacra dell’Ottocento, un’opera intrisa di spiritualità, ironia e una modernità che guarda già al Novecento.
La direzione della Petite Messe è affidata a Salvatore Punturo, Maestro del Coro del Teatro Massimo dal 2022 e musicista di vasta esperienza con una carriera che spazia dal Portogallo agli Stati Uniti e collaborazioni con direttori come Riccardo Muti e Zubin Mehta. L’organico strumentale rispetta la volontà rossiniana di un ensemble raccolto ma di straordinaria efficacia espressiva: ai pianoforti siederanno Giuseppe Cinà (primo pianoforte) e Claudio Marchetti (secondo pianoforte), mentre all’harmonium ci sarà Pasquale Lo Cascio.
Insieme al Coro, per le parti solistiche il Teatro Massimo schiera un quartetto di interpreti di rilievo: la purezza vocale del soprano Licia Piermatteo, talento emergente già protagonista al Festival Verdi e al Puccini di Torre del Lago; l’autorevolezza del mezzosoprano catanese José Maria Lo Monaco, applaudita nei più grandi teatri, dalla Scala all’Opéra de Paris e specialista del repertorio rossiniano; la brillantezza del tenore Pavel Kolgatin, interprete di riferimento per i ruoli del belcanto; e l’esperienza del baritono cileno Christian Senn, interprete mozartiano e rossiniano tra i più richiesti nei massimi palcoscenici europei.
-Foto Ufficio Stampa Fondazione Teatro Massimo-
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