domenica 19 Aprile 2026

Telesud, è guerra aperta: Massimo Marino risponde alla diffida del presidente Valerio Antonini

Il terremoto editoriale e giudiziario, che sta scuotendo il panorama mediatico trapanese tocca il suo punto di non ritorno. Massimo Marino, ex Direttore Generale dell’emittente televisiva Telesud, oramai non più attiva, affida a una nota ufficiale una replica durissima contro il Presidente Valerio Antonini, incentivando uno scontro frontale, che promette di trascinarsi a lungo nelle aule di tribunale.
L’intervento di Marino arriva in risposta a una diffida da 850 mila euro notificatagli da Antonini, un atto che l’ex Direttore Generale definisce senza mezzi termini come “ridicolo” e privo di fondamento giuridico. La replica di Marino è un contrattacco documentato, che ribalta la narrazione del “Presidente che non deve un euro a nessuno”, mettendo sul tavolo sentenze, pignoramenti già eseguiti e nuove citazioni per centinaia di migliaia di euro.
Marino rivendica, infatti, una serie di vittorie legali già incassate, citando i 100 mila euro disposti dal Giudice del Lavoro e due decreti ingiuntivi per ulteriori 40 mila euro. “Numeri reali” – sottolinea l’ex Direttore – a cui si aggiungerà a breve una richiesta risarcitoria di 225 mila euro per presunte inadempienze contrattuali.
Oltre alle cifre, il comunicato di Marino scava nel solco di una gestione definita “scriteriata”, accusando Antonini di aver smantellato il prestigio storico dell’emittente televisiva Telesud. Il racconto si fa poi personale e amaro, rivelando un dietro le quinte fatto di baci, abbracci e attestazioni di stima avvenuti solo pochi giorni prima dell’ultima offensiva legale.
Dalle inadempienze verso i professionisti ai contenziosi con la Croce Rossa, Marino traccia il profilo di un sistema che definisce in declino, chiudendo con un hashtag che suona come una sentenza: #unnivincistiuna.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato di Massimo Marino:

“Valerio Antonini mi diffida per 850 mila euro. Ci sono rimasto male a non arrivare al milione rispetto alle decine richiesti a destra e manca (che contano zero visto che non mi risulta abbia mai attivato l’azione ordinaria per una richiesta risarcitoria…). Volevo darmi anch’io un tono milionario. Peccato. Accuse ridicole, in linea col personaggio. Ad oggi, però, gli unici pronunciamenti ricevuti sono i 100 mila euro del Giudice del Lavoro con il quale gli ho pignorato pure i chiova rammuro a Telesud (che con la sua gestione scriteriata ha sotterrato dopo quasi 40 anni di gloriosa attività) ed i 2 decreti ingiuntivi ottenuti per circa 40 mila euro che il mese prossimo, probabilmente, diverranno esecutivi. Il suo fine non è quello giudiziale…, ma buttarla in caciara (tanto da passare subito alla stampa la pec pensando di “riabilitarsi” dal suo fallimento editoriale che, poveraccio, è sotto gli occhi di tutti) per mascherare la sua inettitudine dimostrata in ogni attività sul territorio. Per quanto mi riguarda, invece, resto umile: dopo queste 140 mila euro, provvederò a depositare una citazione di appena 225 mila euro per ulteriori inadempienze contrattuali pienamente documentate e non cifre buttate lì a casaccio. Poi, magari, disporrò una riconvezionale di 35k per le provvigioni pubblicitarie (su 180 mila di contratti portati dal sottoscritto in soli 3 mesi a Telesud incensato con “sei il numero 1, il più credibile, occupatene tu”). Tanto per dire della mia inerzia gestionale. Ma si sa, Antonini è questo. Potrei qualificarlo ripetendo gli epiteti della Royal Catito Family, ascoltati con le mie incredule orecchie ma glisso per carità di patria. Che dire, aggiungerò quest’ennesima diffamazione aggravata alle altre querele in attesa delle sue iscrizioni sul registro degli indagati presso la Procura di Trapani, depositate nei mesi scorsi, per i reati di tentata estorsione, falso in bilancio, violazione della privacy e diffamazioni varie (che già cominciano a produrre i loro effetti per le citazioni in giudizio ed i decreti penali di condanna già ricevuti da Antonini per le sue munnizzate social). Dopo queste attività giudiziaria valuteremo ulteriori azioni risarcitorie. Tutti “numeri reali” (100 + 40 + 35 + 225 + potenziali richieste risarcitorie…) che conosce molto bene. Ecco il perché della diffida. Saranno i magistrati a valutare, non certo i deliri di un personaggio già cancellato dalla sua fugace storia trapanese e deriso da tutta Italia. Infine, un dettaglio per darne la cifra: nei giorni scorsi ci vedemmo per una vicenda che riguardava entrambi. Ebbene, baci, abbracci, “ti voglio bene” (ai quali non ho creduto neanche per un minuto ben conoscendo l’uso patologico alla bugia di hitleriana memoria…, sua stella polare come modus agendi). Con tanto di video serale dove affermava che “nonostante tutto mi voleva bene e che mi augurava il meglio per WestSicily” con un riferimento ai suoi ex collaboratori che in qualche modo non gli avrebbero raccontato la verità, una volta rappresentate alcune loro falsità incontrovertibili. Insomma, “da sdilliniati” senza scomodare la psichiatria; solo, con pochi accoliti fratellini sui quali è meglio stendere un velo pietoso e persone al fianco che sembrano avere come massima aspirazione della vita mostrare sui social borse da decine di migliaia di euro (tanto “è tutto pagato”). Ma d’altronde, il livello é quello: luivittonne sei in tutti noi. Insomma, attendo la citazione. Ho la vaga impressione che l’esito sarà lo stesso di quello ricevuto sino ad oggi da qualsiasi organo di giustizia Amministrativa, Sportiva o nei Tribunali Civili e Penali (TAR, CGA, TFN, Corti d’Appello, CONI, Giudici del Lavoro, sfratti a iosa, decreti ingiuntivi come se non ci fosse un domani, ricorsi ex art.700 per lavori di casa non pagati persi di santa ragione…, e chi più ne ha più ne metta – altro che “da questo Presidente non avanza un euro nessuno”): #unnivincistiuna. Compresi allenatori (come Capuano che ricorda moooolto da vicino la mia per “lo spontaneo” ammutinamento anche allora in tanti folgorati sulla via di Damasco) e DS che per lungo tempo erano meravigliosi, d’un tratto “la vergogna assoluta”. Superfluo dire per non volergli pagare le spettanze e minacciando ridicoli “risarcimenti clamorosi e senza precedenti” squagliati come neve al sole. Per non parlare delle decine e decine di aziende e professionisti tappiati, spesso per poche migliaia di euro. Compresa la Croce Rossa. Questo è Valerio Antonini, nulla di più.”

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