Un ente finanziariamente sano, capace di superare le logiche di appartenenza politica per mettere al centro lo sviluppo del territorio. È questo il ritratto del Libero Consorzio Comunale di Trapani emerso dopo l’ultima seduta del Consiglio Provinciale, che ha approvato all’unanimità il Rendiconto 2025 e la relazione semestrale relativa al periodo novembre 2025-aprile 2026.
La solidità dell’Ente è certificata dai numeri: un avanzo di amministrazione complessivo di circa 35 milioni di euro, di cui oltre 22 milioni riferibili all’avanzo libero.
«Queste risorse saranno messe immediatamente a disposizione della comunità trapanese», ha dichiarato il Presidente Salvatore Quinci. «Si apre una fase nuova che ci permetterà, attraverso le variazioni di bilancio, di trasformare la stabilità finanziaria in opere concrete e programmazione duratura, superando definitivamente la gestione delle emergenze».
Uno dei punti su cui Quinci ha insistito con maggior vigore è la tenuta politica dell’aula. L’approvazione all’unanimità della relazione semestrale è vista come la prova della bontà di un metodo amministrativo che ha saputo sintetizzare le differenze politiche in un obiettivo comune. In quest’ottica di collaborazione si inserisce la scelta di affidare le deleghe all’Ambiente e all’Educazione Ambientale alla consigliera Alessia Rizzo, segnale di una priorità data alla tutela delle aree protette.
Il provvedimento si fonda sulla solida salute finanziaria dell’Ente, che vanta un avanzo di amministrazione di 35 milioni di euro e risorse libere per oltre 22 milioni destinate a investimenti sul territorio, e si caratterizza per un modello di coesione politica che ha portato all’approvazione unanime del rendiconto e della relazione semestrale, puntando sulla tutela ambientale attraverso nuove deleghe consiliari e sollecitando al contempo una riforma regionale per sbloccare le assunzioni e potenziare l’azione amministrativa dell’Area Vasta.
Nonostante l’ottimismo, resta il nodo normativo. Quinci, pur lodando l’efficienza degli uffici finanziari per il rispetto dei termini di legge, ha lanciato un messaggio chiaro alla Regione Siciliana: è necessario superare i limiti della legge 15 del 2015.
«Abbiamo la politica e abbiamo le risorse finanziarie», ha concluso Quinci. «Ora serve una cornice normativa che ci permetta di innescare meccanismi virtuosi, a partire dalle procedure di assunzione del personale. Solo così le potenzialità delle istituzioni di Area Vasta potranno avere il giusto slancio».
Trapani, il Libero Consorzio è “solido”: avanzo da 35 milioni e approvazione all’unanimità
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