Il parco acquatico “Etnaland” di Belpasso, meta storica del divertimento estivo dell’isola, è attualmente fermo a causa di un provvedimento di sequestro preventivo disposto nell’ambito di un’inchiesta su presunte violazioni ambientali e gestione dei rifiuti. Si tratta di una situazione di emergenza che ha spinto il SINALP Sicilia, Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori e Pensionati, a inviare un urgente appello alle massime autorità regionali e giudiziarie per chiedere la salvaguardia immediata dei livelli occupazionali proprio alla vigilia di una stagione estiva fondamentale per la sopravvivenza della struttura.
La preoccupazione del sindacato è tutta rivolta alle ricadute sociali ed economiche del provvedimento, dato che il blocco mette a rischio il futuro di circa duecento lavoratori, tra personale a tempo indeterminato e stagionali, oltre a colpire pesantemente l’ampio indotto commerciale del territorio catanese. I vertici regionali della sigla sindacale, guidati dal Segretario Andrea Monteleone e dal Dirigente Andrea Tomarchio, hanno espresso con fermezza l’assoluta priorità della tutela dei dipendenti. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le famiglie non possono in alcun modo diventare le vittime di eventuali responsabilità gestionali che, qualora accertate, dovranno essere attribuite esclusivamente a chi ha operato in violazione delle norme.
Nel documento ufficiale indirizzato al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al Presidente dell’ARS Gaetano Galvagno e al Sindaco di Belpasso, il sindacato traccia una linea netta che separa la condanna degli illeciti dalla difesa del diritto al lavoro. Pur condannando fermamente ogni comportamento lesivo dell’ambiente e della salute pubblica, e ribadendo che il rispetto delle regole non è negoziabile, il SINALP definisce inaccettabile il rischio che una responsabilità individuale si trasformi in una condanna collettiva per centinaia di persone innocenti.
Per evitare licenziamenti e la perdita di preziose professionalità, la richiesta immediata è quella di istituire un tavolo permanente di confronto che coinvolga la Regione Siciliana, il Comune di Belpasso, la direzione aziendale di Etnaland e le sigle sindacali. Questo percorso istituzionale dovrebbe servire a garantire la massima trasparenza sull’evoluzione delle indagini e, contemporaneamente, a individuare una soluzione giuridica e amministrativa rapida per definire gli interventi necessari alla riapertura. Il sindacato ricorda che Etnaland rappresenta un presidio economico e un patrimonio occupazionale strategico per l’intera area, e promette di mantenere altissima l’attenzione affinché la legalità venga garantita senza che a pagare il prezzo più alto siano i lavoratori.





