martedì 21 Luglio 2026

INTERVISTA- Vigili del Fuoco in Sicilia: la FISI proclama lo stato di agitazione regionale. “Situazione al collasso”

Dopo la mobilitazione su scala nazionale, la FISI (Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali) ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione regionale. Si tratta di un grido d’allarme durissimo che denuncia condizioni lavorative definite insostenibili e disarmanti, puntando il dito contro il silenzio e la costante assenza di risposte da parte delle istituzioni e della Direzione Regionale. Il sindacato ha messo nero su bianco una serie di criticità strutturali che starebbero mettendo a rischio non solo la dignità dei lavoratori, ma la stessa efficacia del soccorso tecnico urgente sull’isola. Il quadro delineato descrive una situazione di profonda emergenza gestionale, a partire dalla carenza cronica di organico. La FISI contesta l’assenza di piante organiche reali e la mancanza di figure qualificate, chiedendo a gran voce misure che permettano il rientro del personale originario dell’isola attualmente in servizio fuori regione per alleggerire il peso del pendolarismo. A questo si aggiunge la questione delle caserme, definite “sedi fantasma” a causa del declassamento e del ridimensionamento dei distaccamenti terrestri e navali; una realtà che fa vacillare le promesse del passato, come il “progetto Sicilia in 72 ore”. Le difficoltà si estendono anche alle dotazioni operative e alla gestione quotidiana delle emergenze. Gli operatori sarebbero infatti costretti a intervenire in situazioni critiche con mezzi insufficienti o inadeguati. Secondo il sindacato, i diritti dei lavoratori verrebbero calpestati da vertici che evitano di assumersi la responsabilità di mettere nero su bianco la reale gravità della situazione. La carenza di tutele si riflette persino nei contesti d’intervento più lunghi e complessi, dove mancherebbero i supporti logistici più basilari, come la fornitura di viveri adeguati, costringendo il personale a operare sul campo fino allo stremo delle forze. Oltre alla denuncia istituzionale, il comunicato della FISI si chiude con una forte chiamata alle armi rivolta direttamente a tutti i colleghi operanti in Sicilia. Il sindacato esorta i lavoratori a rompere il silenzio e a decidere da che parte stare, sottolineando che l’indifferenza equivale a essere complici del declino in atto. Con la proclamazione dello stato di agitazione, la sigla sceglie apertamente la via della lotta per difendere la sicurezza e la dignità di tutto il corpo, chiamando la Direzione Regionale a rispondere a un malessere ormai insostenibile.

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