lunedì 3 Agosto 2026

INTERVISTA- Carceri in Sicilia, l’affondo del Partito Democratico: sovraffollamento record, organici dimezzati e sicurezza a rischio

Un quadro allarmante fatto di sovraffollamento cronico, carenze strutturali, personale insufficiente e falle nella sicurezza che permettono l’ingresso di droga e telefoni cellulari persino nelle sezioni di alta sicurezza. È quanto emerge dal ciclo di visite ispettive condotte dalla deputazione nazionale e regionale del Partito Democratico negli istituti penitenziari della Sicilia, un’iniziativa ribattezzata “Bisogna aver visto” e nata in seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi dal procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, durante un’audizione in commissione nazionale antimafia.
La situazione sul fronte della sicurezza appare particolarmente critica nella Sicilia orientale, dove a seguito delle ispezioni nel carcere catanese di Bicocca e nella casa circondariale di Caltagirone, il segretario regionale del PD e componente della commissione antimafia Anthony Barbagallo, accompagnato dalla responsabile giustizia Maria Grazia Pannitteri, ha puntato il dito contro la gestione e l’operato del ministro Carlo Nordio, definito totalmente inadeguato. Al centro della denuncia c’è la vulnerabilità del regime di alta sicurezza, evidenziata dal recente lancio dall’esterno di 23 telefonini a Bicocca, a cui si sommano altri sei sequestri effettuati tra giugno e luglio e un sottodimensionamento della polizia penitenziaria ridotta al 60% della pianta organica. Numeri analoghi arrivano da Caltagirone, dove nel primo semestre dell’anno sono stati intercettati 51 cellulari e 12 SIM, oltre al recente sequestro di oltre un chilo di stupefacenti, tre telefonini e cinque schede telefoniche, confermando l’urgenza di garantire l’impermeabilità delle carceri per impedire che i sodalizi criminali continuino a operare dall’interno.
Il tour ispettivo ha toccato anche le carceri di Messina, Siracusa e Termini Imerese. A Siracusa, nel carcere di Cavadonna, si registra la situazione più critica sul fronte del sovraffollamento, con una presenza di detenuti superiore del 33% rispetto ai posti previsti dalla pianta organica. A Messina, che rappresenta l’unico presidio sanitario femminile italiano di ricovero, i parlamentari dem Stefania Marino e Antonio Nicita hanno evidenziato l’assenza di specifiche figure professionali e forti criticità legate alle visite familiari per le donne detenute e ricoverate per motivi sanitari. Nel carcere di Termini Imerese, pur in un contesto complessivamente in linea con la media nazionale, pesano la carenza di organico e il sovraffollamento, spingendo il deputato Peppe Provenzano a lanciare un appello affinché il Ministero promuova un programma nazionale per attività educative, formative e sportive, coinvolgendo enti locali e Terzo settore per favorire il reinserimento sociale.
Il monitoraggio delle condizioni carcerarie nell’Isola proseguirà nei prossimi giorni con una nuova serie di visite ispettive che vedranno il senatore Antonio Nicita affiancato dal deputato regionale Nello Dipasquale nei penitenziari della provincia di Ragusa.

Ti consigliamo

La nostra diretta

Ultim'ora

In primo piano

CHIUDI

CHIUDI