sabato 11 Luglio 2026

Caso CPR di Milo: la sofferenza spenta con i farmaci. L’indagine e la denuncia di AVS

Da anni le associazioni, gli attivisti e i parlamentari denunciano ciò che accade all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), una realtà documentata anche nel rapporto “CPR d’Italia: istituzioni totali” del Tavolo Asilo e Immigrazione. Ora, però, quelle denunce troverebbero un riscontro formale in un’indagine della Squadra Mobile di Trapani, che metterebbe nero su bianco una realtà inquietante sul centro di Milo.
Secondo quanto sarebbe emerso dalle carte dell’inchiesta, all’interno della struttura siciliana sarebbero stati sistematicamente somministrati psicofarmaci, in particolare ansiolitici, a migranti che non presentavano alcuna patologia psichiatrica. Una pratica che sarebbe avvenuta senza prescrizione medica, con l’unico e deliberato scopo di assopire, contenere e controllare le persone trattenute.
Anziché affrontare il profondo disagio psicologico degli ospiti, generato dalla privazione della libertà, dal trauma di vivere rinchiusi in gabbia in condizioni degradate e dallo spettro del rimpatrio, si sarebbe scelto di “spegnerlo” per via chimica. Una gestione che, oltre a violare i diritti umani fondamentali di persone in fuga da guerre, fame e persecuzioni, comporta gravissimi rischi sanitari: l’abuso in grandi quantità di tali sostanze può infatti causare confusione, agitazione e alterazioni psicofisiche. Gli inquirenti ipotizzano che proprio questo trattamento forzato possa essere stato alla base della violenta rivolta scoppiata nel centro un anno fa.
Le condizioni disumane del CPR di Milo erano già state oggetto di una dura presa di posizione politica nell’aprile del 2025, a seguito di un’ispezione degli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Ilaria Salis e Leoluca Orlando, che avevano chiesto l’immediata chiusura della struttura.
Pierpaolo Montalto, Segretario regionale di Sinistra Italiana – AVS, ha ribadito l’urgenza non più rimandabile di smantellare il centro: “Il problema non è sedare le persone trattenute, ma mettere in discussione l’esistenza stessa di luoghi che producono sofferenza, alienazione e annientamento della dignità umana.” Da parte di AVS è già stata annunciata una nuova ispezione a breve termine presso il CPR di Milo per continuare a monitorare e denunciare la situazione. La richiesta finale resta una sola: la chiusura immediata di una struttura definita incompatibile con i più elementari standard di civiltà.

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