A Catania, presso il Seminario Arcivescovile dei Chierici, è nato ufficialmente il “Patto per la Sicilia Orientale”, un Protocollo d’Intesa promosso dall’analista economico-finanziario Franz Cannizzo per definire condizioni e tutele in merito alla privatizzazione della SAC, la società di gestione dell’aeroporto etneo. L’iniziativa ha riunito un fronte trasversale di sette firmatari in rappresentanza del mondo sindacale, istituzionale, civico e associativo, tra cui Giovanni Lo Schiavo per la CISAL Catania, Sandro Barbagallo per la LEGEA, Antonio Prelati per il Comitato di difesa dell’aeroporto di Comiso, il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio e il segretario politico del Movimento Siciliano d’Azione Mirko Stefio.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che l’intento non è quello di opporsi alla privatizzazione in quanto tale, ma di pretendere regole chiare e trasparenti prima che la vendita venga perfezionata. Ricordando che l’aeroporto di Fontanarossa ha un valore stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro, i promotori hanno sottolineato la necessità di conoscere i dettagli delle valutazioni e di blindare la tutela occupazionale. A tal proposito, la CISAL Catania ha richiesto la salvaguardia dei posti di lavoro di SAC e SAC Service fino alla scadenza della concessione nel 2049, pretendendo inoltre la fusione preventiva tra le due società prima del closing.
Ampio spazio è stato riservato anche all’aeroporto di Comiso. Antonio Prelati ha evidenziato il valore strategico dello scalo ragusano, dimostrato concretamente durante le recenti emergenze legate all’attività dell’Etna, e ha chiesto inserimenti vincolanti nel contratto di privatizzazione per scongiurare qualsiasi rischio di depotenziamento o chiusura. Il Protocollo, strutturato in tredici articoli e nove punti strategici, affronta inoltre temi quali la sospensione della procedura per le verifiche di legittimità, una valutazione economica indipendente dell’asset, l’applicazione preventiva del Golden Power, l’istituzione di un osservatorio permanente, la destinazione pubblica dei proventi e l’apertura a forme di azionariato diffuso per il territorio.
Il documento sarà trasmesso a stretto giro tramite PEC a quindici destinatari istituzionali, tra cui la SAC, la Regione Siciliana, la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, i Ministeri competenti, l’ENAC, l’ANAC, la Corte dei Conti e la Commissione Europea. Le istituzioni coinvolte avranno trenta giorni di tempo per fornire un riscontro scritto. I promotori hanno chiarito che le risposte, così come gli eventuali silenzi, saranno resi pubblici e che in caso di mancato riscontro verranno attivati congiuntamente tutti gli strumenti di tutela necessari. Il patto resterà inoltre aperto alle adesioni di enti locali, organizzazioni sindacali, ordini professionali, associazioni di categoria e comitati civici per ampliare ulteriormente la rete a difesa del sistema aeroportuale siciliano.





