
ROMA (ITALPRESS) – “Trentasei anni fa il giudice Rosario Livatino veniva vigliaccamente assassinato dalla mafia. Un magistrato che portava avanti il suo dovere senza compromessi, che ha difeso la giustizia e la legalità fino all’estremo sacrificio. Oggi ricordiamo ancora una volta il suo coraggio, la sua fede e quella straordinaria coerenza che lo portarono a non arretrare mai davanti alla violenza mafiosa. Aveva 37 anni, rimarrà per sempre un eroe grazie al suo esempio e alla sua rettitudine. L’Italia non dimentica“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
“Il 21 settembre 1990 il giudice Rosario Livatino fu ucciso dalla mafia lungo la strada che percorreva ogni giorno per raggiungere il Tribunale di Agrigento. Un magistrato rigoroso che scelse di affrontare la criminalità organizzata e le sue logiche di violenza e complicità, nella convinzione che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana, fatta di coerenza e coraggio“. Lo scrive in un post su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “A distanza di 36 anni la forza del suo esempio continua a ispirare le nuove generazioni di magistrati, le forze dell’ordine e tutti i cittadini impegnati per il riscatto dei propri territori”.
“Sono trascorsi 36 anni dal sacrificio di Rosario Livatino, giovane giudice siciliano e uomo delle istituzioni, che ha pagato con la vita l’impegno rigoroso nel contrasto alla criminalità organizzata e l’incorruttibile fedeltà ai principi di giustizia e legalità. Animato da un’incrollabile fede religiosa, Livatino ha interpretato il ruolo di magistrato come una missione laica al servizio dello Stato, senza scendere mai a compromessi e contribuendo, con il suo esempio e la sua azione, al riscatto della nostra terra. Nel 2021 la Chiesa ha riconosciuto il suo sacrificio, proclamandolo beato e martire della giustizia e della fede. Un’eredità morale e un rigore che devono continuare a ispirare l’azione di quanti ricoprono incarichi istituzionali, richiamando ciascuno di noi al dovere di operare con integrità, responsabilità e nell’esclusivo interesse dei cittadini”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
– foto di repertorio IPA Agency –
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